Una volta Elio Vittorini chiese a Eugenio Montale di tradurre F.S. Fitzgerald: era la prima volta che in Italia veniva tradotto un suo racconto, dopo l’esordio fallimentare con Il Grande Gatsby. Ma a leggere bene le parole con cui Vittorini lo accoglieva nell’antologia Americana, sembra che per la critica italiana quel fallimento non sia mai finito.