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La nostra esposizione mediatica attraverso i social network non è frutto del nostro narcisismo crescente, ma ha a che fare con le caratteristiche dei media che utilizziamo. Insomma, siamo sempre stati narcisi, anche secoli fa, ma oggi le differenze col passato stanno nella commercializzazione dei nostri ricordi.

A partire dalle idee di Seneca, Massimo Pigliucci mette a punto un vero e proprio metodo per non cedere alla rabbia e per non esserne contagiati.

Dall’etica al potere, fino alla depressione e l’ideologia. Francesco D’Isa fa un po’ di domande a Franco “Bifo” Berardi, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Futurabilità.

Tutto ciò che osserviamo e sentiamo ha un margine di errore dovuto al modo in cui lo abbiamo visto e sentito. Esiste un limite, uno scarto, tra ciò che percepiamo e ciò che interpretiamo e questo passaggio ha conseguenze filosofiche enormi.

Cinquecento anni fa a Strasburgo imperversava una strana mania. A centinaia, i cittadini sono stati costretti a ballare per giorni, apparentemente senza motivo e come in trance, fino all’incoscienza, o, in alcuni casi, alla morte. Ned Pennant-Rea ci parla di uno degli eventi più bizzarri della storia.

L’idea di bellezza si è frammentata; quella del corpo femminile, certo, ma lo stesso è successo nell’arte e persino all’architettura. Come mai? C’entrano i diritti delle minoranze, ma anche la diffidenza diffusa verso le gerarchie e l’impennata individualista.

Esiste un filone di ricerca scientifica che si occupa dell’ipotesi di cosmogenesi, cioè della possibilità di creare universi: ma quali implicazioni etiche ha un campo di ricerca scientifica come questo? Zeeya Merali l’ha chiesto ai diretti interessati, fisici e filosofi.

I confini tra cosa è religioso e cosa non lo è non sono così chiari. La storia intellettuale di Jonathan Zittell Smith e del suo maestro Mircea Eliade racconta di questa idea rivoluzionaria.

Nella serie TV ispirata al romanzo di Margaret Atwood il dolore e l’umiliazione sono il tramite attraverso cui si empatizza coi personaggi e la loro condizione. Ma l’indignazione non basta più: serve ripartire dal piacere piuttosto che dal dolore per costituirsi come soggetto desiderante, e non più come oggetto di abuso.

Filosofi come Achille Varzi hanno provato a rispondere al dilemma dei buchi: esistono o no? Sono delle presenze o delle assenze?