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La verginità non è qualcosa che “si perde”. In questa breve storia dell’imene, e di come sia stato erroneamente eletto sigillo di verginità, Carla Fronteddu mette in luce un aspetto centrale dell’ignoranza: che questa a volte, più che un vuoto da colmare, è l’effetto di una produzione attiva. E la definizione di verginità come condizione biologica ne è un caso esemplare.

Alcune caratteristiche della comunicazione contemporanea hanno conseguenze sulla politica e la società. Conseguenze che riguardano le nostre idee e il come queste si formano, si diffondono e si sedimentano. Vittorio Ray intervista Antonio Scala che, col suo gruppo di ricerca, si occupa proprio di questi temi.

28/11/2018

Antropocene horror

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Perché questi sono anni importanti per l’horror? Simone Sauza unisce i punti di un trend narrativo, estetico e sociale: l’evoluzione dell’horror; che da post-horror continua a evolversi sotto le influenze del Weird e del realismo speculativo. Immagini: tavole di Kazuo Umezu e Kentaro Miura

Julian Baggini, filosofo e scrittore, spiega qual è la logica che ci permette di continuare a leggere e apprezzare le opere delle menti brillanti del passato. Le stesse menti che, quasi sempre, credevano e dicevano cose sbagliate e oggi inaccettabili.

19/11/2018

La Geofilosofia Oscura

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Cosa unisce la filosofia, la geografia e l’horror speculativo? Claudio Kulesko analizza le origini e l’evoluzione di quella che si può definire una “Geofilosofia Oscura”.

Un saggio di Patricia Mainardi racconta un illustratore che fu precursore del surrealismo: l’artista francese J. J. Grandville.

Internet è invaso da un meme, NPC Wojak, che può essere letto come la conseguenza di un mutamento progressivo della comunicazione e della razionalità umana. Attraverso di esso Tommaso Guariento propone un percorso tra ambiguità e semplificazione dei simboli.

I talenti della nuova generazione di animatori giapponesi, come quello di Mamoru Hosoda, sono sorprendenti, ma non bisogna necessariamente paragonarli a Miyazaki.

La scienza non toglie incanto al mondo; la fisica quantistica, ad esempio, sa alimentare le immaginazioni più sfrenate, dai molti mondi al lovecraftiano demone Azathoth.

La nostra esposizione mediatica attraverso i social network non è frutto del nostro narcisismo crescente, ma ha a che fare con le caratteristiche dei media che utilizziamo. Insomma, siamo sempre stati narcisi, anche secoli fa, ma oggi le differenze col passato stanno nella commercializzazione dei nostri ricordi.