opera d’arte in breve

Hidetoshi Nagasawa, Tre cubi, installation view at Artefiera 2016 (Courtesy Sara Zanin Gallery)

Formigine, Ingresso Casa Colonica, 1988.

Tano Festa – Dal peccato originale – Eva (1968) – Smalto e acrilico su tela. La differenza tra arte pop e arte popolare, secondo Festa, è che in America si raffiguravano gli oggetti popolari americani, come barattoli e bandiere, mentre gli italiani dovevano fare i conti con Leonardo e Michelangelo. Nel vedere i colori di questo Peccato originale, si direbbe che hanno fatto i conti anche con i barattoli americani, per poter poi prendere a barattolate il proprio ingombrante

Leggi Articolo

Manzoni Piero : Senza titolo (1957) – Olio su cartone La vita non è necessariamente una dote; alcune cose sono splendide da immobili e orribili quando si animano. Gli insetti sono un buon esempio: un coleottero d’oro affascina e uno scarafaggio vivente disgusta. Manzoni ci presenta una nuova specie di insetto, geometrico e perfetto – se non fosse per una pennellata di troppo, che ricorda delle ali ronzanti. Oltre alla vita il mondo è meraviglioso, ma nella prigione di una forma vince

Leggi Articolo

Cattelan porta l’arte oltre l’ironia obbligatoria del ‘900 e la rende humor, o arte ludica. Le sue opere, infatti, vengono definite con le parole più antipatiche dell’arte contemporanea e si applicherebbero anche a barzellette noir: “provocatorie“, “scandalose“, “controverse” eccetera. Si prenda Ave Maria ad esempio, un’installazione che gioca con le parole e le ambiguità tra chiesa e dittatura. Non fa riflettere, non si lascia ammirare, fa (forse) un po’ ridere.

Da lontano sembra un paesaggio piacevole – anzi, un paesaggio qualunque. Ma appena ci si avvicina si scoprono miriadi di creature incastrate in ogni anfratto, che si contorcono, fremono, si aggrovigliano, copulano o si divorano. Brueghel ci presenta la natura nella sua crudele armonia: perfetta (a debita distanza) e tormentosa (man mano che ci si cala dentro). Werner Herzog disse riguardo alla Foresta amazzonica: “è un luogo dove la natura non è ancora completa. Un luogo

Leggi Articolo

“La spiaggia”, di Alberto Sughi. Ci sono due ragazze sulla spiaggia, un edificio e un prato; tutto è banale e misterioso. Scriveva Alberto Sughi: «[…] sembra, paradossalmente, che tanto più affiniamo i nostri strumenti per vedere, sentire, conoscere [la vita], invece di rimuovere l’ultimo velo dietro il quale ci pareva averla compresa, altri e più pesanti veli scendano a proteggerla dalla nostra indiscreta curiosità». Due ragazze sulla spiaggia, un edificio e

Leggi Articolo

Un signore distinto, in un quadro di Pierluigi Isola. Al primo sguardo trovi una pace un po’ triste, mescolata a ricordi che l’artista non può conoscere. Poi vedi Turner, Böcklin, forse un po’ di accademia (se non fosse che l’accademia di oggi è l’avanguardia di ieri, non dell’altro ieri). Poi – finalmente – ti accorgi del tizio col bastone in mano, un bastone lungo e sottile. Ti angoscia all’inizio, poi pensi: «Che c’è di strano? Pare un signore distinto».

“Pluto e Proserpina”, di Jeff Koons. Le opere di Koons sono facili. È facile immaginare come saranno, è facile leggere il suo digerito messaggio pop, è facile capire perché è adorato dalle case di moda (perché è facile). Non si tratta di un semplice che in realtà è difficile (come Lucio Fontana): è proprio facile. Com’è il suo Pluto e Proserpina dunque, l’opera che sarà in mostra a Palazzo Vecchio Firenze? Facile. Ma comunque piacevole da vedere.

“Dismaland”, di Banksy e AA.VV. Un parco dei divertimenti ironico, senza cose divertenti, che impedisce il consumo nella società del consumo. Tutto questo non è Dismaland, dove in effetti ci si diverte e si consuma. Banksy indossa la museruola postmoderna: sarebbe stato più filologico vendere biglietti gratuiti per partecipare a una guerra. Comunque carino.