Ce ne sono molti, ma di loro non si sa nulla: HUMANS”, una serie infinita di personaggi che non hanno nessuna intenzione di esistere, di Lorenzo Bechi.


HUMAN N.6 Adam Melchiot

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Adam,
sei anni appena compiuti.
Odia il padre e anche la madre,
due artisti del cazzo che fanno teatro di strada,
sono molto egocentrici,
dice lui,
non hanno rispetto per niente e per nessuno e peraltro puzzano pure.
Quando sarà grande farà il poliziotto a New York
che è l’ombelico del mondo
dove la vita scorre veloce come un fiume tra le dita
e le donne profumano come rose appena dischiuse.
Non serba rancori e non ha amici del cuore.
Pensa che i soldi non valgano molto
ma che insomma a qualcosa servono pure
e che rubare ai più ricchi tutto sommato sia giusto.
Non guarda la tv e odia la senape.
Ama ripetere spesso un simpatico motivetto che fa pressappoco così:
“…Nanna nana nananna nana nanna nana nanà…”

HUMAN N.7 Dimitri Kossalowski

5970953Dimitri,
ventidue anni e una grande passione per la musica.
Suona qualsiasi cosa che produca un suono.
Attenzione!
Ho detto suono e non rumore.
Gira il mondo da ormai quasi due anni in cerca della sua anima gemella con la quale sogna di poter un giorno mettere su una famiglia e perchè no una piccola band.
È timido e riservato,
si direbbe un tipo introverso se non fosse per quell’uragano che ha dentro e che lo travolge al cospetto di un basso,
una tromba,
un oboe o una gran cassa.
Fuma molto.
Beve anche.
Non si droga, perchè ha paura dice di perdere il controllo e ritrovarsi su Marte.
Da bambino veniva definito dai più come un autentico terremoto
tanto da dargli l’appellativo di “Tr tr”.
Portato negli sport ha un talento spiccato nel lancio del disco
che scaglia senza timore lontano tra le nubi nel cielo che suona, fischia e rimbomba alla vista di quel disco volante.
Non ha mai brillato negli studi.
Ama lo sport e la pittura en plein air.
Ha in tasca un diploma superiore conseguito in un istituto Psico-Socio-Pedagogico PRIVATO della periferia di Sochi,
in Russia,
la sua città,
che lui stesso definisce un posto di merda.
Pensa che il mondo sia una fogna e la vita come una foglia che prima o poi lenta cade dal ramo e si deposita al suolo.
​Senza la musica, senza rumore.

HUMAN N.8 Igor Von der Mielde

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Igor,
sessantasei anni è un uomo di cera.
Non è mai stato giovane,
non è mai stato male,
non ha mai avuto problemi di soldi e di cuore.
Pensa che il mondo sia solo una grande parata
e noi che lo abitiamo
burattini nelle mani giganti di un dio minorato.
Fissa quel punto nel muro da quasi sei anni
che a volte gli sembra un orecchio ed altre una “C”.
Non ha mai imparato e mai imparerà a chiedere scusa,
aiuto e perdono.
Se per qualche strano motivo,
lui dice,
​dovessero spostarlo
non basterebbero sei uomini e funi d’altura.

HUMAN N.9 Anita Bosch

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Anita,
settantacinque anni e mai un giorno di febbre.
Ama la vita e ama l’amore,
da sempre quando in un giorno di maggio vide la luce,
quando in un grigio giorno di Ottobre conobbe Serge,
settantanove anni,
da sessantaquattro al fianco di lei,
musa,
moglie,
amante,
madre e sorella.
Lui pittore, lei tela.
Lui dipinge lei.
Lei aspetta lui.
Aspetta che la sua mano si muova dolce sulla tela ancora una volta per disegnare quel profilo che ama e che ha amato per tutta una vita.
Mano nella mano,
occhi negli occhi,
dritti nel vento.
Serge è morto stanotte,
accanto alla sua tomba un fiore,
un pennello e una foto di Anita alla festa dei suoi ventunanni.
Nella foto Anita ha un vestito scollato
che scopre un neo piuttosto evidente sul seno sinistro
per il quale prova vergogna fin dalla tenera età di due anni
quando al Bagno Amerigo di Torre del lago Puccini la chiamarono “macchia di cacca”.
È comunista e odia i francesi.

HUMAN N.10 Robert Ellis Wilkinson

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Robert,
quarantatre anni pescatore professionista.
La sua professione lo ha portato nella sua vita ha solcare i mari e gli oceani più lontani e profondi
sempre a cavallo dell’onda,
fermo e ritto in poppa al suo destriero
con un occhio all’infinito e l’altro alla sua lenza amica fedele.
Si riposa solo a terra.
Non beve.
Ha una dipendenza dai videogiochi che lo ha portato anni fa a mandare all’aria il suo primo matrimonio con Samantha,
quarantun’anni,
dentista,
attualmente felicemente sposata con Nick,
anche lui quarantunenne,
barista,
il migliore amico di Robert.
Attualmente Robert è in procinto di separarsi anche dalla sua seconda moglie,
Carol,
trentanove anni anche lei pescatrice.
Non è facile condividere il lavoro e l’amore,
lui dice.
Lo pensa anche Carol.
Una notte di ottobre del millenovecentonovantaquattro
scoprì di non sopportare poi tanto la gente,
cosa che lo indusse a ritagliarsi spazi di tempo tutti per sè
e sempre più grandi.
Ama le carte e i soldatini di piombo.
Vive con Carol sulla cima di un leccio ancora per poco.

HUMAN N.11 Sonya Effelbaum

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Sonya,
trentaquattro anni,
si definisce una donna sola e paurosa.
Ha paura di:
-soffocare
-volare
-del vento feroce
-dei serpenti
-dei bottoni
-di starnutire
-del buio più nero
-dell’ascensore da sola
-dei muri bianchi e spogli
-delle suore e dei manichini.
Una volta suo cugino Ethan,
unico parente rimastale in vita
anche lui trentaquattro anni
​e anche lui uomo solo,
l’ha portata allo zoo in un rettilario,
lei da quel giorno non si è più fidata di lui e neppure della sua,
se pur esile,
ombra.

Di Lorenzo Bechi
(www.filmsolo.org)


Lorenzo Bechi è nato nel 1982 ed è regista, produttore, fotografo, montatore e sceneggiatore, quasi tutto per filmsolo.org.
Tutte le immagini sono (c) di Lorenzo Bechi, FILMSOLO 2016