Bennett Gilbert esplora il quaderno di Johannes de Fontana, ingegnere del XV secolo; un catalogo di invenzioni fantastiche e spesso impossibili, tra automi sputafuoco, angeli mossi da corde e il primo disegno mai realizzato di una “lanterna magica”


In copertina, una tavola da Fontana Bellicorum instrumentorum liber.

(Questo testo è la traduzione italiana di un articolo precedentemente uscito su The Public Domain Review)

di Bennett Gilbert

A volte si cerca di inventare qualcosa restando nei limiti del possibile e altre volte si oltrepassano questi confini. Per un ingegnere molto fantasioso dell’inizio del XV secolo – all’opera più di duecento anni prima delle scoperte di Newton – il processo di invenzione era molto spesso una curiosa mescolanza di possibile e impossibile. A quei tempi, infatti, si conosceva così poco le forze della natura che si riteneva plausibile qualunque marchingegno, sebbene mettendo in pratica questi progetti la maggior parte di essi sarebbero falliti – ma non tutti.

Supponete per un attimo di vivere all’inizio del XV secolo e di avere una grande passione per gli arnesi e i congegni, o di essere degli ingegneri desiderosi di costruire macchine meravigliose e incredibili strutture che nessun altro ha mai neppure sognato. Come mettereste in mostra i vostri talenti? E se foste qualcuno che desidera possedere dei meravigliosi dispositivi, magari un nobile o un principe, come trovereste la persona in grado di realizzarli?

Una notevole testimonianza, che intreccia abilità ingegneristica, ignoranza tecnologica, iniziativa individuale e domanda del pubblico si trova nella Biblioteca di Stato bavarese, nel taccuino di un inventore italiano del primo Quattrocento. Si tratta di un volume contenente sessantotto disegni che pubblicizzano le invenzioni realizzate dall’ingegnere e artista Johannes (o Giovanni) de Fontana (nato intorno al 1395 e morto nel 1455). Scritta tra il 1415 e il 1420, l’opera non ha neanche un titolo, ma un successivo proprietario la battezzò come Bellicorum instrumentorum liber – il Libro dei dispositivi di guerra – anche se l’opera tratta solo sporadicamente di questioni militari.

 

Fontana Bellicorum instrumentorum liber
Giocattolo a vento per mostrare la risurrezione corporea.

 

Fontana ha ideato una gamma incredibilmente vasta di progetti: cammelli meccanici per intrattenere i bambini, misteriose serrature per custodire i tesori, marchingegni sputafuoco per terrorizzare le città assediate, enormi fontane, strumenti musicali, maschere teatrali e molte altre meraviglie. Una delle caratteristiche più incredibili delle sue idee è che la maggior parte sono impossibili da realizzare, perché non sono conformi ai principi della meccanica. Questo gli conferisce un fascino persino maggiore rispetto alle sue proposte più pratiche e razionali. Nei libri di ingegneri coevi all’autore, infatti, è raro trovare dei progetti altrettanto assurdi; per fare un esempio, sono del tutto assenti nei celebri quaderni di Leonardo da Vinci.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Fontana visse nel periodo di transizione dalla conoscenza del mondo medievale a quella rinascimentale, che in molti oggi considerano l’origine della scienza moderna. Negli stessi anni in cui Fontana lavorava, disegnava e sognava, altri inventori e ingegneri mettevano a punto le tecniche di rappresentazione prospettica. Gli orafi lungo il Reno e gli artigiani della Germania sudoccidentale immaginavano un metodo per riprodurre meccanicamente le lettere dell’alfabeto. Incisori di legno e metallo provavano decine di tecniche per riprodurre le immagini, alcune ormai perdute. Nello stesso periodo, ingegneri e stagnini imparavano a costruire edifici sempre più grandi e leggeri, sperimentando nuovi metodi per sfidare la gravità, sfruttavano i materiali e le forze della natura, riuscendo dominarla. Nel mentre, si sviluppano anche nuovi metodi per annotare le idee su carta.

Il quaderno di schizzi di Fontana è pieno di torri e razzi, acqua e fuoco, ugelli e tubi, pulegge e corde, ingranaggi e pinze, ruote e travi, griglie e sfere – tutti soggetti tipici degli ingegneri all’alba del Rinascimento. Il suo modo di illustrare le proprie idee, tuttavia, è decisamente medievale, privo di prospettiva e con una serie limitata di angoli per visualizzare i macchinari. Disegnava secondo i metodi del secolo precedente, non quelli dell’Italia in cui viveva, patria dell’Alberti e del Brunelleschi. Usava spesso dei pigmenti ocra per animare i suoi mostri meccanici col colore del fuoco.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

In alcuni dei disegni di Fontana il fuoco svolgeva una funzione meno terrificante, ed era utilizzato per le sue proprietà luminescenti. Fontana, infatti, realizzò il primo progetto di una lanterna magica di cui si ha memoria, un oggetto capace di trasformare la luce del fuoco in un emozionante spettacolo visivo. È anche probabile che l’inventore abbia costruito davvero un oggetto simile, trattandosi di un progetto sufficientemente specifico e praticabile. Chissà, forse un giorno si troverà una di queste reliquie.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Molti dei macchinari basati su fuoco e luce presenti nei disegni di Fontana erano ideati per uno scopo bellico, ma in altri casi si trattava di elaborate macchine sceniche per le rappresentazioni religiose. Gli spettacoli dell’epoca, infatti, si svolgevano davanti a chiese e cattedrali e attiravano grandi folle, radunate su gradinate montate tutt’intorno a un palcoscenico. I frequentatori di teatro del Medioevo amavano molto le bocche infernali sputafuoco, gli angeli che volano su e giù e le nuvole celestiali mosse da corde.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Il progetto più elaborato di Fontana era probabilmente un impressionante spettacolo di fuochi, con tutta probabilità un mezzo di propaganda usato dai principi in tempi di guerra come di pace. Questa idea si rifà a molte delle arti teatrali praticate nel tardo Medioevo: dei disegni su pergamena sottile scorrono in loop su cilindri meccanici, mentre una sorgente luminosa che risplende attraverso la carta proietta delle ombre sugli schermi, sovrastati da una torre con imponenti emblemi decorativi. Il visitatore viene condotto attraverso una serie di porte in un labirinto fantastico, una struttura che probabilmente doveva rappresentare la dimora personale di un principe o di un altro signore.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Oltre alle sue fiammeggianti costruzioni, Fontana progettò anche molte fontane e dispositivi idraulici. Prima delle moderne infrastrutture idriche, le fonti d’acqua erano molto più visibili nella vita quotidiana delle persone di quanto non lo siano oggi. L’importanza dell’acqua e la fragilità del suo approvvigionamento non venivano nascosti da massicci regimi amministrativi. L’acqua era sinonimo di vita, ma anche di pericolo.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Ecco l’idea di Fontana per sollevare le navi affondate.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Fontana ha anche cercato di sfruttare l’energia eolica e idrica per degli strumenti musicali.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Questo era interessante per l’occhio come per l’orecchio.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

In uno dei disegni più curiosi del libro, Fontana immagina un sistema di sostegno vitale per i pazienti sottoposti a raccapriccianti interventi chirurgici.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Ha anche rivolto la sua immaginazione a soggetti più frivoli, come dei giocattoli mobili per intrattenere i bambini.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

In generale era interessato a sviluppare strutture per gli spettacoli e l’ingegneria civile. Era particolarmente affascinato dalle serrature e dalle strutture ad incastro.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Ma ci sono parecchi disegni che sono assolutamente sconcertanti.

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

Fontana Bellicorum instrumentorum liber

 

Queste invenzioni utilizzano alcune delle forze e dei meccanismi di cui si è accennato sopra: energia idraulica, fuoco, parti flessibili o a incastro. Ma siccome Fontana non usava la sezione trasversale e altre tecniche rappresentative come la prospettiva (che probabilmente non conosceva), e forse anche per via del fatto che la sua immaginazione superava le sue capacità, ciò che intendesse fare davvero e come pensasse di riuscirci rimangono dei misteri. Le sue didascalie, scritte in codice, non aiutano molto, perché descrivono la funzione degli oggetti piuttosto che spiegare la loro meccanica.

Questi disegni sono solo un esempio. Nel manoscritto ce ne sono molti altri, tra motori d’assedio, meravigliose fontane e ornamenti ludici. Sfogliando queste pagine si intravede com’era la vita dell’inventore alle soglie del Rinascimento. Si tratta di individui intraprendenti e fantasiosi, allora come oggi. Per quanto si possano avere più conoscenze, anche noi, come Fontana, proponiamo le nostre invenzioni ai ricchi e ai potenti, cercando il loro favore e sostegno finanziario. La guerra fa parte della vita moderna come ai tempi di Fontana, col suo incessante bisogno di nuove invenzioni per uccidere e distruggere. Per quanto strani possano sembrare i suoi disegni, Fontana usò la sua penna per scopi molto simili ai nostri: riuscire, in qualche modo, a realizzare i nostri sogni.


Bennett Gilbert è un docente di filosofia e storia presso la Portland State University. Ha scritto e pubblicato articoli sulla storia delle idee dall’antichità ai giorni nostri, con particolare interesse per la storia del libro e della comunicazione. Il suo lavoro è pubblicato nel Journal of the Philosophy of History e attualmente sta scrivendo un libro sulla filosofia della storia. Sta inoltre lavorando sulla storia dei concetti di riproduzione di testi e immagini.
Traduzione di Francesco D’Isa