Degli indicibili accordi con potenze infere hanno reso possibile a L’INDISCRETO di intervistare dei celebri artisti scomparsi. A interrogarli sarà il diavolo, perché gli artisti, come chiunque rivaleggi in creazione col creatore, finiscono sempre all’inferno. Se domande e risposte saranno talvolta mendaci, la responsabilità è da ascriversi, ovviamente, alla passione per l’inganno dell’intervistatore.


Diavolo: Ciao Pino, come stai?

Pino Pascali: Ciao diavolo. Una domanda un po’ retorica all’inferno, comunque sto da dio.

D: Ne approfitto per porgerti le mie scuse per averti fatto morire appena raggiunto il successo.

PP: Fa niente, ho il senso dell’humor. E il successo, come ho notato, è effimero.

D: Davvero non te la sei presa? A un mese dal tuo più grande successo, dopo l’invito alla  XXXIV biennale di Venezia… bum, ti schianti con la moto.

PP: Ho detto che ti perdono ma non esagerare.49437

D: In compenso ti ho fatto vincere il Premio Internazionale per la Scultura.

PP: …postumo. Ti piace prendere in giro la gente.

D: Senti chi parla: a vedere le tue opere sembra che la tua carriera sia basata sull’aver trasformato dei giochi in lavoro.

PP: Gli artisti lo fanno spesso.

D: Forse, ma tu hai esagerato. Prima quadri che sembrano fumetti, poi i caroselli per la tv, e gli animaletti, i velieri, i cavalieri…

PP: Dimentichi le armi giocattolo, sono le mie preferite. Cannoni, bombe, mitragliatrici, tutto in scala reale, ma inutilizzabile.

D: Preferisco le armi vere.

PP: Io no, la guerra vera l’ho vista da bambino, quando mio padre si trasferì in Albania.

D: La seconda guerra mondiale! Quanti bei ricordi. Se non sbaglio hai anche costruito degli animaletti giganti.ABATE_Pino-Pascali

PP: Sì, le “finte sculture”. Un specie di “Arca di Noè peluche”, con dinosauri, ragni, balene; in legno, tela, scovoli di acrilico, peluche sintetico eccetera.

D: La vedova blu è molto graziosa.

PP: Vero? È fatta di pelo acrilico.

D: Tutti materiali da poco, la famosa “arte povera”. Che ora vale milioni.

PP: Non sei l’unico a cui piace prendere in giro.

D: Scherzare è bello in compagnia. Facciamo un breve quadro della tua carriera: hai costruito una serie di giocattoli, ne hai fatto delle opere d’arte che adesso valgono moltissimo e sei morto senza goderti l’apice della carriera.

PP: Chi beffa viene beffato.

D: È la mia morale preferita.

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Pascali, Pino. – Scultore (Polignano a Mare, Bari, 1935 – Roma 1968). Studiò all’accademia di belle arti di Roma con T. Scialoja, interessandosi anche di scenografia. Distanziandosi dai modi neo-dada e pop, P. ha svolto le sue esperienze in un rapporto particolare con l’oggetto inventato, alterato, ironicamente artefatto: serie di armi (Cannone Bella ciao, Missile Colomba della pace, ecc., 1965), di finte sculture (Decapitazione della scultura, Ricostruzione del dinosauro, ecc., 1966-67), di “elementi naturali” (32 mq di mare circa, composto da 30 vasche di alluminio zincato e acqua colorata all’anilina, 1967) o della “ricostruzione della natura” con i Bachi da setola (scovoli di materiale acrilico), il Ponte (in lana d’acciaio) del 1968, ecc. Alla Biennale di Venezia del 1968 ottenne un premio postumo. (via Treccani)

di Il Diavolo.


Il Diavolo, nasce in ogni luogo in ogni istante, assieme ai luoghi e agli istanti. È una creatura trascendente, indispensabile alla sua più celebre controparte per completare il tutto.
Immagini: Opere di Pino Pascali, (c) Pananti casa d’aste, Claudio Abate.