Generata dal diavolo stesso e col dono di grandi poteri profetici, Madre Shipton era la risposta dello Yorkshire alla figura di Nostradamus. Lo scrittore Ed Simon esamina come, indipendentemente dal fatto che questa strega sia esistita o meno, la leggenda di Madre Shipton ha esercitato un grande potere per secoli – dalle congiure delle corti di Tudor, agli attriti della guerra civile, fino allo spettro dell’apocalisse vittoriana.


In copertina: The Wanderings of a Comet, da “Another World” del 1844.


(Questo testo è la traduzione italiana di un articolo precedentemente uscito su Public Domain Review)

di Ed Simon

Nel 1488, durante il regno di Enrico VII, un anno dopo che il domenicano Heinrich Kramer scrivesse il Malleus Maleficarum (il famoso manuale per la caccia alle streghe) una ragazza adolescente di nome Agatha Soothtell diede alla luce in una grotta tra le valli e le brughiere dello Yorkshire sua figlia Ursula, presumibilmente concepita col Diavolo. Ironia della sorte, era lì, nella “God’s Own Country”, che la giovane Agata avrebbe appreso i poteri demoniaci, costretta a vivere con la figlia nella grotta dove era nata. Quello stesso luogo sarà visitato dai pellegrini nei secoli a venire, tanto da diventare la prima attrazione turistica di tutta l’Inghilterra, sia per le acque minerali dei suoi fiumi sotterranei che per questa natività satanica medioevale.

Secondo la maggior parte delle fonti Ursula morì durante il regno di Elisabetta I, nel 1561, ma con otto decenni che separano la presunta morte e la sua sua prima apparizione sulla carta stampata, è lecito presumere un certo grado di fantasia nella sua biografia. Nonostante la sua leggendaria bruttezza (il biografo seicentesco di Ursula la descriveva come “una bambina così strana, che non le si poteva attribuire alcuna età”), a ventiquattro anni sposò un falegname di nome Toby Shipton, motivo per cui sarebbe stata conosciuta dai posteri come “Madre Shipton”. Un cognome poco appropriato, perché come “Smith” e “Taylor” indica una professione, così anche “Soothtell” [veggente]. Madre Shipton sarebbe diventata la più famosa indovina della storia inglese, rinomata per le sue profezie e utilizzata come personaggio simbolico nell’arte divinatoria per generazioni, tanto che le fu dedicata anche un’opera poetica. Come scrive lo studioso Darren Oldridge: “A differenza di altri ‘antichi profeti’ che erano conosciuti solo attraverso le loro parole, Shipton emerse come una personalità a sé stante”.

È probabile che almeno alcune delle previsioni di Madre Shipton siano state inventate molto tempo dopo la sua morte, e che i suoi distici profetici siano stati rivisti e modificati per conformarsi agli eventi successivi, che si tratti della morte del cardinale Wolsey, del grande incendio di Londra o della guerra di Crimea. I dettagli della sua biografia, della sua scrittura e del suo stesso volto sono incerti. L’esistenza della profetessa potrebbe persino essere un’invenzione. Eppure Madre Shipton, il Nostradamus inglese, la Sibilla del XVI secolo, la profetessa dello Yorkshire, la strega di Knaresborough il cui orrido volto era appeso nello studio di ogni occultista e nei pub di campagna fin dalla prima stampa delle sue profezie nel 1641, dovrebbe servirci come uno spunto di riflessione per capire di cosa parliamo quando si pensa alle profezie.

Illustrazione da Mother Shipton Investigated (1881) di William Henry Harrison.

La maggior parte dei più importanti eventi della storia britannica trova espressione in qualche opuscolo o compendio delle profezie di Madre Shipton, anche se opportunamente retrodatato. C’è la riforma di Elisabetta I: “Una regina fanciulla regnerà anonimamente. Il potere papale non avrà alcuna influenza, / il credo di Roma sarà spazzato via”. Madre Shipton avrebbe visto le navi distrutte dell’Armata spagnola al largo delle coste inglese e irlandese: “I cavalli di legno del monarca occidentale / Saranno distrutti dalle forze di Drake” (un raro caso di previsione che nomina specificamente una figura storica, un argomento che uno scettico potrebbe usare per mettere in discussione l’autenticità della profezia). Si affermava che la strega avesse avuto una visione dell’esecuzione di Maria, regina di Scozia: “una regina vedova / In Inghilterra sarà vista senza testa”, così come la punizione di Essex per la sua ribellione: “Un conte senza testa”, e l’ascensione al trono di Westminster del re scozzese Giacomo sesto: “Poco dopo la Rosa Inglese / cederà il posto a un maschio.” E poi c’è il Grande Incendio di Londra nel 1666, “giunge contro Londra …. che bella città era, nessuna al mondo al suo pari, e ora non rimane più una casa” , che apparentemente portò il diarista e segretario della marina Samuel Pepys a scrivere “La parola di Madre Shipton è verità”.

Come accennato, alcuni studiosi sostengono si tratti di pura finzione. Ci sono quelli, tuttavia, che sostengono che fosse una persona reale, abbellita attraverso la tradizione locale e trasformata in leggenda popolare. C’è almeno un indizio prima del diciassettesimo secolo che indica che la figura della profetessa era più che una semplice invenzione. Nel 1537, mentre i ribelli cattolici nello Yorkshire si rivoltarono contro Enrico VIII e lo scioglimento dei monasteri da lui ordinato, il re sotto assedio scrisse una lettera al Duca di Norfolk in cui si riferisce con sdegno a una “strega di York”. Si tratta forse del primo riferimento a quella che potrebbe essere la vera Madre Shipton. Come ha concluso l’autore anonimo in un’edizione del 1868 di Notes and Queries, “Anche se l’esistenza di Madre Shipton si basa interamente sulla tradizione dello Yorkshire, non può essere considerata un mito”.

Mother Shipton’s Wheel of Fortune; opera del 1838

La prima pubblicazione della British Library su Madre Shipton è The Prophesie of Mother Shipton in the raigne of King Henry the Eighth, fortelling the death of Cardinal Wolsey, etc., con quindici testi successivi nel diciassettesimo secolo (compresa un’opera teatrale) e decine di altri pubblicati nei secoli successivi. Un titolo in particolare è stato fondamentale per dare lustro al suo mito: la sua biografia, scritta nel 1667 dal romanziere irlandese Richard Head. Notes and Queries descrivono Head come “il famigerato Richard Head, autore di diverse opere di libera narrazione”. La sua opera includeva la poesia erotica di Venus Cabinet Unlock’d, il primo dizionario di slang The Canting Academy, un’opera basata su un crimine realmente accaduto ad opera di un noto brigante, Jackson’s Recantation, e soprattutto un romanzo picaresco intitolato The English Rogue. Quest’ultimo titolo sarebbe diventato la prima grande fiction in inglese tradotta in lingua straniera e avrebbe influenzato autori come Daniel Defoe, che ne fu ispirato a scrivere Moll Flanders.

Head’s The Life and Death of Mother Shipton fu responsabile della maggior parte dei dettagli biografici, basandosi sulla nuda impalcatura narrativa di decine di opuscoli popolari. Dall’immaginazione di Head sono nati dettagli come il demoniaco banchetto nuziale di Agata con Satana, i racconti delle magiche gesta di Ursula davanti a prelati come il cardinale Wolsey, e, soprattutto, la descrizione dell’aspetto fisico di Madre Shipton, che dura centinaia di parole, descrivendola come “cupa e massiccia”, con “occhi molto grandi, ma acuti e focosi; il naso di una lunghezza incredibile, sproporzionata”. Head prosegue poi con diverse frasi che descrivono il suddetto naso in una prosa magnificamente barocca, coi suoi “molti bozzi e torniture”, e il suo ornamento di “tanti strani brufoli di colori diversi, dal rosso all’azzurro, che, come vapori di zolfo, luccicavano al punto agli occhi degli spettatori spaventati, tanto che una di loro confessò più volte che ella non aveva bisogno di altra luce nella notte”. Head offre simili descrizioni delle guance violacee di Madre Shipton, dei suoi denti, della sua bocca, del suo collo, delle sue spalle, delle sue gambe e delle dita dei piedi, dicendo che era come se “il suo corpo fosse stato avvitato insieme pezzo dopo pezzo, ma non posizionato correttamente”. In breve, Head chiarisce piuttosto crudelmente a cosa assomiglia Madre Shipton – a una strega. Sebbene non sia all’origine del mito di Shipton, il ritratto di Head è il suo esempio più duraturo, e ha quasi da solo spinto l’ascesa di Madre Shipton verso la celebrità.

The Famous Mother Shipton, artista anonimo.

“Il profeta è, prima di tutto, un fenomeno mediatico”, scrive lo storico Jonathan Green in Printing and Prophecy: Prognostication and Media Change 1450-1550, e Madre Shipton, senza dubbio, era proprio un fenomeno mediatico. Essendo pubblicata nella stampa popolare, l’utilizzo della sua immagine aumentò vertiginosamente col crollo delle licenze del 1640, che diede il via a un diluvio di nuovi opuscoli, che le attribuivano una moltitudine di previsioni spesso in contraddizione tra loro. Gli scrittori di pamphlet degli anni della guerra civile inglese ne approfittarono per inserire Madre Shipton nelle cause propagandistiche, sia quelle parlamentari che interne alla monarchia. A proposito, lo studioso Harry Rusche, nell’English Historical Review, scrive che:

Praticamente tutte le profezie possedevano un potenziale valore propagandistico, che poteva essere sfruttato da un’astuta interpretazione o da una lieve revisione, e nessuna espressione profetica, antica o recente, era così innocente da non poter essere ingegnosamente distorta per diventare un supporto per le questioni religiose e politiche contemporanee.

L’invocazione di profezie in tempi di crisi, scrive la storica Madeline Dodds, serve “di solito per dimostrare che qualche drastico cambiamento, voluto o già realizzato, era stato previsto dai saggi del passato”. Spesso questo effetto era ottenuto attraverso la retroattività delle profezie, qualcosa che accadde senz’altro con la scrittura di Head durante gli anni della Restaurazione. Si consideri la glossa esplicitamente reazionaria di quanto segue, in cui Madre Shipton “predice” il regicidio di Carlo I, il tutto attraverso la penna di Head, che scrive diciotto anni dopo l’evento reale: “Allora il Concilio si riunirà, / Che farà tremare grandi e piccoli, / Il Re Bianco allora (O che dolore per la vista!) / Per mani malvagie sarà ucciso”.

Head informa i suoi lettori che Shipton vide il regno del figlio di Carlo, “predetto” in questo opuscolo, pubblicato sette anni dopo il suo regno, perché “il destino in Inghilterra deve ripristinare / Un re a regnare come è sempre stato”.

The Strange and Wonderful History of Mother Shipton (1686)

Al contrario, l’opuscolo di Madre Shipton del 1641 testimonia simpatie parlamentari, presentando previsioni sorprendentemente accurate sul futuro piuttosto che solo eventi che si erano già verificati. Si sostiene che “Le guerre cominceranno in primavera, / che porterà molta guerra in Inghilterra: / Allora le Signore piangeranno, / Che mai avremmo voluto vivere per vedere questo giorno”. Nonostante il suo carattere malinconico, nel testo c’è anche un sentimento di inevitabilità, oltre che l’accurata previsione della prossima guerra civile (sebbene sia stato scritto dopo che la Guerra dei Vescovi aveva già colpito la Scozia e l’Inghilterra). Passando dai versi alla prosa, Madre Shipton profetizza che, nonostante il conflitto in arrivo, alla fine “non ci sarà mai più guerra, né re o regine”, una conclusione sorprendentemente radicale, scritta circa otto anni prima che Carlo I posasse il collo sul blocco dell’esecuzione. Rusch osserva: “È difficile dire se questa sia stata intesa specificamente come propaganda parlamentare” e che il 1641 “sembra troppo presto per questo tipo di speculazioni, se non nelle fazioni più estreme”. Tuttavia, sia che l’opuscolo abbia avuto origine in queste fazioni estreme o fosse semplicemente una divinazione accurata (!), Rusche osserva che la pubblicazione “venne riconosciuta come un ottimo materiale per i parlamentari….. [e] fu successivamente pubblicata da coloro che si opponevano ai principi della monarchia “.

Se durante il tumultuoso periodo politico del 1640 l’uso delle profezie di Madre Shipton fu incentrato sulla difesa o sulla ribellione contro il governo, le versioni subirono un’attenzione diversa. Il suo distico profetico più famoso,  sostiene che “Il mondo finirà / nel milleottocentottanta”, apparve per la prima volta in un’edizione del 1862 delle sue profezie a cura di Charles Hindley, uno scrittore vittoriano noto per le sue raccolte di discorsi volgari, come le sue Curiosities of Street Literature. La sua edizione delle previsioni di Mother Shipton rinvigorì le leggende sull’oracolo dello Yorkshire, e se la biografia di Head è un capo del suo mito, Hindley ha fornito l’altro. Clifford Musgrave scrive in life in Brighton, from the Earliest Times to the Present che l’inquietante versetto apocalittico di Hindley “ha avuto un effetto straordinario sull’immaginazione popolare, soprattutto tra i poveri istruiti e le persone più credulone di tutta la campagna”. Secondo Musgrave, molte di queste persone “abbandonarono le loro case e passarono notti a pregare nei campi, nelle chiese e nelle cappelle”. La paura che il mondo finisse nel 1881 era così diffusa che la British Library chiamò William Henry Harrison (da non confondere con il presidente degli Stati Uniti) per scrivere un esauriente dossier che smentisse la leggenda, intitolato Mother Shipton Investigated. Harrison cita l’editore di un’edizione del 1873 di Notes and Queries che spiega che “Mr. Charles Hindley, di Brighton, in una lettera a noi indirizzata, ha ammesso di aver prodotto la suddetta profezia”, dimostrando una volta per tutte la contraffazione della previsione più famosa e spaventosa della Sibilla.

Una gioventù promettente (1882), un fumetto di Thomas Nast per Harpers Weekly

Non è solo la paura a motivare tali profezie; anche qui si tratta di una ricerca di significato – l’idea che forse la nostra vita riveste una tale importanza che un oracolo ha sognato il nostro avvenire. Come spiega James Sharpe in Instruments of Darkness: Witchcraft in Early Modern England, le profezie “aiutarono molte persone a dare un senso al mondo e al cosmo in cui vivevano, e li aiutarono ad affrontare almeno alcuni dei propri problemi”, anche quando tali previsioni erano di natura apocalittica. Considerate non solo il distico apocalittico conclusivo, ma la piena profezia, presentata da Hindley, dove ha la Sibilla dice che “Attraverso le colline l’uomo cavalcherà, / E nessun cavallo sarà al suo fianco. Gli uomini sott’acqua cammineranno, / Andranno a cavallo, dormiranno, parleranno. Nell’aria si vedranno gli uomini, / ….. Il ferro galleggerà nell’acqua, / facilmente come una barca di legno”.

È difficile leggere i suoi distici e non immaginare queste profezie allineate in modo inquietante al nostro presente, con auto, sommergibili, aerei e navi da crociera. Forse Hindley aveva in mente il telegrafo, ma leggendo che “I pensieri voleranno in giro per il mondo / in un batter d’occhio” è difficile anche non vedere il nostro riflesso sugli schermi dei nostri smartphone e dei nostri computer .

Questa ricerca di grandi intuizioni in antiche divinazioni tradisce un sentimento profondo: nelle profezie passate non solo cerchiamo un potere predittivo, ma anche la prova di un nostro legame con il passato – qualcosa che ci dica che non siamo così soli, tagliati fuori e alla deriva nella nostra epoca, ma personaggi in una narrazione scritta molto tempo fa. Più che una semplice previsione, la profezia è una strana tensione letteraria che confonde passato, presente e futuro, e inserisce coloro che non sono ancora nati negli scritti dell’antichità. Green spiega che “la profezia implica, soprattutto, la pretesa, fatta dal profeta e compresa dai suoi seguaci, di partecipare a una conversazione a due”. Il nostro flagellarci con profezie, opuscoli, lettere, marginalia, effemeridi e almanacchi di maghi e profeti è spinto dal desiderio di una dolce e radicale empatia, che ci viene impartita dai nostri antenati. Leggere Nostradamus, o le strane sorelle degli oracoli sibillini, o qualche altra mistica, veggente o sensitiva, significa desiderare che si possa parlare al passato, che i nostri dialoghi con i morti non siano unilaterali e che forse ci abbiano a cuore.

Mentre gli studiosi hanno scritto molto su astrologi e alchimisti più rispettabili (e senza dubbio realmente vissuti) che padroneggiano le arti necromantiche, da John Dee nel sedicesimo secolo a Simon Forman e William Lilly nel diciasettesimo (quest’ultimo autore di un opuscolo su Mother Shipton), la “cunning-woman” dello Yorkshire è rimasta in provincia, tra medium e lettori di tarocchi, ricordata come un’antica profezia tra tante. Sharpe spiega che le differenze tra quei signori con i loro grimori, specchietti e tavole alchemiche e la strega dello Yorkshire potrebbero non essere così storicamente evidenti come si potrebbe supporre. Sharpe spiega che “una distinzione tra stregoneria da un lato e magia dall’altro si rivela impossibile”, e che “i commentatori medievali e i primi moderni tendevano a confondere i termini [di stregoneria e magia] abbastanza felicemente”. Certamente c’è stata una ricca e completa indagine sulla stregoneria da parte degli storici sociali nel corso dell’ultimo mezzo secolo, ma Madre Shipton stessa attende il suo pieno riconoscimento – un debito che può continuare a essere differito finché la prova della sua esistenza continua a sfuggirci.

Nonostante molte (o forse tutte) le sue biografie e le sue presunte profezie siano il risultato della diffusione di bufale, invenzioni, congetture e finzioni, nella sua storia si cela una verità. Perché anche nelle più celebri previsioni false ci viene data l’opportunità di contemplare quello strano oggetto che è la profezia, sia nella propaganda che nella poesia. Andando incontro alla strega di York, osserviamo le profezie per quel che sono: uno strano tipo di letteratura collettiva.


Ed Simon è uno scrittore parte dellostaff di The Millions e redattore di The Marginalia Review of Books, parte di di The Los Angeles Review of Books. Ha conseguito un dottorato di ricerca in inglese presso la Lehigh University e scrive regolarmente per molte testate. La sua raccolta America and Other Fictions sarà pubblicata da Zero Books entro la fine dell’anno. Su Twitter è @WithEdSimon.