indav2

Qua Maccari e Flaiano parlano di pornografia.

L’artista Mino Maccari e lo scrittore Ennio Flaiano si sono scambiati lettere e cartoline per un quarto di secolo, dalla metà degli anni quaranta al 1973. Grazie all’archivio della Galleria Pananti possiamo curiosare un po’ in questa curiosa corrispondenza… qua, ad esempio, parlano di pornografia.

Roma 25 maggio 1969

Caro Flaiano,

la pornografia sta prendendo una brutta piega. Riviste specializzate, gremite di fotografie a colori, mi giungono in omaggio e mentre debbo apprezzare la cura e meticolosità dei particolari dal punto di vista tecnico, non posso che deplorare sia l’una che l’altra dal punto di vista erotico. Effettivamente siamo davanti a trattatelli d’anatomia e di medicina legale a cui non manca la nomenclatura, possibilmente in latino. Si tratta ormai di manualetti didattici, forse da adottarsi nelle scuole, che rientrano nei criteri pedagogici, ormai evidenti anche nella formazione e formulazione dei quotidiani e dei settimanali, a cominciare dal «Corriere della Sera» che sembra diretto da Ermanno Amicucci.


“Caro Flaiano, la pornografia sta prendendo una brutta piega.”


 

Ma torniamo a bomba, anzi a bombino: come reagire a tanta decadenza? Che fare? Sottoporre il problema ai sociologhi? Al’on. Ferrarotti? O ripiegare, anche i questo campo, sulle posizioni dei nostri nonni? Possibile che senz apiegabaffi, mutandoni, giarrettiere e pantofole la pornografia non si regga in piedi? O è il maledetto Tecnicolor che ha sciupato anche questo settore?

Cerca di meditare sull’argomento, caro Flaiano, e se hai soluzioni da propormi ne farò oggetto di comunicazione all’Accademia di San Luca. Hai fatto il tuo dovere visitando il Museo di Manzù? Io proporrò che sia montata la guardia come alla Mostra della Rivoluzione Fascista, che resta, d’altronde, il modulo e prototipo a cui si ispira la nostra vita nazionale.

Tuo aff. Mino Maccari

Scansione-7

Sulle immagini: Disegni di Mino Maccari, courtesy di Pananti Casa d’Aste.