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Perché la solitudine è considerata una “piaga contemporanea”? Le cause sono da ricercare nell’individualismo economico.

A partire dalle idee di Seneca, Massimo Pigliucci mette a punto un vero e proprio metodo per non cedere alla rabbia e per non esserne contagiati.

Tutto ciò che osserviamo e sentiamo ha un margine di errore dovuto al modo in cui lo abbiamo visto e sentito. Esiste un limite, uno scarto, tra ciò che percepiamo e ciò che interpretiamo e questo passaggio ha conseguenze filosofiche enormi.

Esiste un filone di ricerca scientifica che si occupa dell’ipotesi di cosmogenesi, cioè della possibilità di creare universi: ma quali implicazioni etiche ha un campo di ricerca scientifica come questo? Zeeya Merali l’ha chiesto ai diretti interessati, fisici e filosofi.

I confini tra cosa è religioso e cosa non lo è non sono così chiari. La storia intellettuale di Jonathan Zittell Smith e del suo maestro Mircea Eliade racconta di questa idea rivoluzionaria.

Le idee di John Mill insegnano che l’utilitarismo svuota la vita di significato e che serve imparare dalla sofferenza e dal suo mistero.

Filosofi come Achille Varzi hanno provato a rispondere al dilemma dei buchi: esistono o no? Sono delle presenze o delle assenze?

La sfiducia nella scienza non è solamente un fatto ideologico, anzi, su alcuni specifici temi è essenzialmente legata al grado di religiosità.

C’è chi, nella vita, assume sempre un punto di vista interno e non si domanda mai il motivo delle proprie azioni. C’è poi chi rimugina sull’assurdità e l’insensatezza della vita – ma entrambi i punti di vista sono parziali.

Secondo Martin Rees il nostro cervello, frutto di un’evoluzione lenta e millenaria, potrebbe incontrare dei limiti insuperabili alla comprensione della realtà perché potrebbe non essere abbastanza potente per affrontare alcune informazioni, oppure perché le cose da sapere potrebbero finire.