luca saracino
15/06/2016

Le nonnine

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Non ho mai dormito bene, fin da bambino, da quando durante la grande febbre vidi per la prima volta le nonnine, coi denti digrignati e le mani per aria, venire verso il mio letto per strapparmi gli occhi e sbranarmi la pancia.

Salvatore sta seduto sul pavimento di granito, con una mano muove il sasso ovale color piombo mentre con l’altra fa scodinzolare la piccola Ferrari giocattolo, che accompagna con un rombo crescente che sale dalla gola. Il sasso ovale all’improvviso si impenna e sale fin sopra la testa di Salvatore, per poi precipitare di schianto in direzione dell’auto, lanciata, a giudicare dal rumore, a tutta velocità. L’impatto appare inevitabile ma un

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Le storie d’amore somigliano agli adesivi di Winnie the Pooh sulle ante dei mobili lasciati accanto ai cassonetti. Così ha detto la ragazza con con le labbra fantasma l’ultima volta che ci siamo visti e abbiamo passeggiato a fine primavera. Quel giorno ci eravamo baciati per la prima volta e subito dopo lei aveva detto: meglio se restiamo amici. Sto bene con te ma non sento niente di romantico.

04/04/2016

Vita provvisoria

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Maria annaffia le piante secche e ha trovato un metodo per eliminare l’acqua stagnante che resta nei sottovasi di plastica; basta usare una spugna, glielo ha rivelato Tabita, la sua vicina di casa peruviana che veste con stoffe dall’aspetto prezioso per i colori e per la presenza di alcune pietre. Parla inserendo nei discorsi parole che forse inventa e la notte pratica la magia in terrazza, quando sono visibili alcune

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07/03/2016

Elefante Rosa

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Elefante rosa Da ragazzo a scuola tutti mi chiamavano l’elefante rosa perché ero grasso come un elefante e andavo in giro imbustato nella tuta fucsia che mi aveva comprato la mamma a inizio anno. Nessuno sapeva cosa fosse il fucsia, nemmeno io, forse perché all’epoca ero affetto da un processo cognitivo rallentato.

02/02/2016

Melograni

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Quando in terrazza si accende la lampada cilindrica che si ricarica con l’energia solare capisco che è cominciata la sera e che presto con quel lume sprofonderò nella solitudine. Nel periodo in cui cercavo di sviluppare il pollice verde coltivando le camelie – si dice che Coco Chanel le prediligesse per la pressoché totale assenza di profumo – capii anche la ragione delle rughe attorno agli occhi di mio padre.

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