Corteggiare, flirtare, rimorchiare



Com’è cambiata la seduzione nella storia?


In copertina: un dettaglio da Flirt, di Henri de Toulouse-Lautrec

Questo testo è tratto da “Piacere e Colpire” di Gilles Lipovetsky, Ringraziamo Raffaello Cortina per la gentile concessione


di Gilles Lipovetsky

Le comunità umane non si sono limitate ad accrescere il potere di attrazione degli esseri umani grazie al gioco degli artifici e delle pratiche magiche, ma hanno anche codificato con regole variabili i modi di incontrarsi, di frequentarsi, di dar vita a storie d’amore. Fin dalle più antiche notizie di cui disponiamo, le società umane non hanno mai consentito agli individui di esercitare una spontaneità assoluta per quanto attiene alle manovre di approccio e di inviti sessuali. Ciò riguarda sia gli incontri amorosi sia le unioni matrimoniali: in ogni epoca, le società hanno messo in campo rituali obbligati, sostituito regole al caso, esercitato forme di controllo sui modi di iniziare un’avventura amorosa.

Nel corso della storia, le parole, i gesti, la temporalità dell’approccio amoroso sono stati regolamentati da rituali. Il che non significa che sia stata imposta, in maniera universale, una rigorosa divisione dei ruoli fra i sessi. Dovunque e sempre, i modi di comportarsi nelle storie d’amore sono stati suddivisi in funzione dell’opposizione maschile/femminile. I codici dell’approccio, della frequentazione, del corteggiamento sono sempre stati sistematicamente separati a seconda del sesso. In questo quadro, spetta in genere all’uomo fare il primo passo, benché alcune forme di iniziativa possano essere riconosciute alle donne in determinate circostanze.

A ciò si aggiungono, nelle società caratterizzate da un potere centralizzato, differenziazioni legate ai gruppi e alle classi sociali. I signori e i villani, i contadini e i cittadini, i borghesi e gli operai non obbediscono agli stessi codici dell’approccio amoroso. Nelle élite sociali sono apparse, fin dall’età classica, forme moderne del corteggiamento svincolate dai costumi secolari; tuttavia, nel mondo rurale, le regole non hanno mai smesso di governare le procedure amorose, spesso fino al xix secolo.

Questo punto è capitale per il nostro discorso: per tutto il tempo in cui le comunità sono state organizzate dalla tradizione, le collettività hanno esercitato un controllo severo sulla formazione delle coppie. I modi di incontrarsi, le manovre di approccio, le relazioni fra ragazzi e ragazze sono sorvegliati, supervisionati dalle famiglie e dall’intera collettività. I cerimoniali di seduzione e il corteggiamento non sono un affare privato ma si tengono sotto gli occhi di tutti e confluiscono in un modello che nessuno può scegliere.

Ci troviamo ormai esattamente agli antipodi di tale modello. Sospinte dalla doppia rivoluzione dell’individualismo contemporaneo e, in tempi molto recenti, delle tecnologie digitali, le modalità di dar vita a una relazione e di mettersi in mostra sono cambiate a una velocità fulminea. Gli incontri nel passato erano rari, sorvegliati, estremamente ritualizzati, ed eccoli adesso liberi, facili, che si offrono quasi all’infinito sugli schermi di internet. Liberati dalla disciplina delle tradizioni e delle convenzioni sociali, i metodi di approccio sono entrati nell’era della deregolamentazione e dell’individualizzazione estrema: tutto è aperto, quasi più niente è proibito, tutti gli audaci possono darsi da fare ventiquattr’ore su ventiquattro sulle reti dei supermercati degli incontri virtuali. Quando i modi di incontrarsi non obbediscono più a regole imperative e possono dispiegarsi senza limiti spazio-temporali, si affermano il regno della seduzione sovrana, l’epoca ipermoderna del rimorchio generalizzato e incontrollato, ipertrofico e banalizzato.

Il paesaggio contemporaneo dell’incontro amoroso presenta caratteristiche radicalmente nuove. Tuttavia, se costituisce un’innegabile rottura, il suo avvento non per questo non è stato “preparato” dagli sconvolgimenti indotti dalla dinamica plurisecolare della modernità individualistica. Facendo sparire tutti gli antichi scogli, facendo venir meno i rituali “classici” di frequentazione e i differenti dispositivi di controllo collettivo, la nuova età della seduzione porta a compimento, in modi nuovi, il processo di detradizionalizzazione del rapporto sociale e di individualizzazione dei comportamenti tipico delle società moderne. È un movimento che viene da lontano. Se si adotta una prospettiva di lunga durata, possono essere distinte tre grandi fasi che orchestrano la storia squisitamente moderna dell’avventura amorosa.

La prima comincia nella seconda metà del XVIII secolo e si protrae fino alla metà del XX secolo. Nel corso di questo lungo periodo sono apparsi nuovi modelli di comportamento che, fondati sull’amore romantico e la realizzazione della persona, hanno permesso alle giovani coppie di sottrarsi ad alcuni controlli collettivi, di dare la priorità alla libera scelta e all’inclinazione personale invece di sottomettersi alle regole comunitarie. È sempre durante questo ciclo secolare contrassegnato da uno “tsunami sentimentale” che è nato il flirt, figura nuova della relazione moderna fra i sessi. Questo ciclo costituisce il momento sentimentale della seduzione moderna. La seconda fase prende piede dopo il 1950 e si sviluppa sulla scia del movimento di emancipazione dei costumi post-Sessantotto. Rappresenta il momento liberazionista della seduzione. La terza si afferma al volgere del XXI secolo, sospinta dalla rivoluzione delle tecnologie digitali e dei siti di incontri on line. È quella della seduzione connessa.

Tre tappe storiche che hanno determinato, ciascuna a un livello diverso, un indebolimento delle costrizioni collettive, un’individualizzazione crescente dei modi di stabilire contatti intimi e di mettersi in mostra per piacere. Siamo giunti al limite estremo di questa logica che porta a compimento il sistema della seduzione sovrana.


Gilles Lipovetsky, professore di Filosofia all’Università di Grenoble, indaga le trasformazioni sociali e culturali del mondo contemporaneo, tema cui ha dedicato anche Una felicità paradossale. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Sulla società dell’iperconsumo (2007) e Piacere e colpire (2019).

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