I tanti filoni del Transumanesimo

Il Transumanesimo è ormai una filosofia piuttosto nota, ma ne esistono vari filoni, anche molto diversi tra loro: ecco quali.


IN COPERTINA: Roberto Coda Zabetta, Senza Titolo (Trittico) (2005) – Cromolux su tela – Asta Pananti in corso

di Giuseppe Vatinno

Cosa è il Transumanesimo?

Negli ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di Transumanesimo o Transumanismo o H+, (Humanity plus, Umanità potenziata). Nel 2014 è persino apparso in Italia come traccia alla prova d’esame della maturità, eppure nonostante questa visibilità mediatica ancora non è chiaro cosa sia e cosa si proponga.

Una premessa è indispensabile: l’argomento è vastissimo e non si può esaurire in un articolo, quindi lo scopo che mi propongo è fornire un’idea di massima e fare una ricognizione culturale, rimandando poi a una bibliografia per un approfondimento.  Nella sua essenza e semplificando, il discorso sul Transumanesimo ruota attorno alla tecnologia e sulle sue profonde implicazioni sociali.

La domanda che si pone è se questo secolo sarà  l’era della Tecnosofia, ovvero quanto la tecnologia saprà farsi filosofia e diventare un valore attivo, al pari di una religione o di un credo politico.

L’H+ è un sistema e una prassi filosofica che si basa sull’idea che la tecnologia possa e debba migliorare l’esistenza degli esseri umani. La sua “missione” è quella di utilizzare la tecnologia per espandere le capacità umane, avere menti migliori, corpi migliori e più longevi; in pratica si tratta di realizzare il concetto di “eudomonistica”, che è la scienza della massimizzazione della felicità. In questo senso il transumanesimo può essere considerato una filiazione della filosofia edonista.

L’H+ ha la sua base ideologica – e non potrebbe essere altrimenti- nella Silicon Valley, negli USA, l’avamposto tecnologico più avanzato dell’Occidente. È molto apprezzato dai giganti del Web come Google, Facebook e Twitter, ma visto anche con sospetto dalle Chiese e altri credi.

Alla base di H+ vi è una visione illuminista e razionale dell’esistenza, irrobustita dai valori filosofici del pragmatismo anglosassone. Dunque il Transumanesimo, il cui termine significa superare l’orizzonte umano, è figlio dell’Umanesimo. Pensatori come Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e Niccolò Cusano sono i suoi antesignani. Lo spirito della Encyclopédie di Diderot e D’Alembert lo informa, il Positivismo lo rafforza, il Pragmatismo proattivo lo rende attivo nella società.

Lo spirito H+ è affine allo spirito dei lumi, da cui riprende valori come la sete di conoscenza e di cambiamento, la lotta contro l’irrazionalità, l’ignoranza e la superstizione.

Per giungere al suo sviluppo moderno, diciamo pure alla sua fondazione più o meno ufficiale, dobbiamo arrivare agli anni ’80 dello scorso secolo, presso l’Università di California di Los Angeles dove studiava “Fm2030”, al secolo Fereidoun M. Esfandiary, di origini persiane e figlio di un diplomatico dell’Onu.  Esfandiary insegnò all’Università della California, a Los Angeles.

Il termine “Transumanesimo” era stato in realtà utilizzato per la prima volta nel 1957 da Julian Sorell Huxley, fratello del noto scrittore Aldous, un biologo scozzese che lo utilizzava in una sua innovativa teoria dell’evoluzione psico-sociale.

Nel 1991 viene fondato in California l’Extropy Institute, ad opera del filosofo britannico Max O’Connor che poi si farà chiamare Max “More”, cioè “Più”, in omaggio alla nuova filosofia del potenziamento. Nel 1998 il filosofo svedese Nick Bostrom (Università di Oxford) – famoso per la sua teoria della simulazione – fonda la World Transhumanistic Association (WTA). L’attuale credo tecnologico del H+ è sintetizzato nell’acronimo BINC e cioè Bio – Info – Nano – Cogno ad indicare l’interesse rispettivamente per la Biologia, l’Informatica, le Nanotecnologie e l’aspetto Cognitivo. Al suo interno l’H+ è caratterizzato da diverse aree. Vediamone alcune.

Il Singolarismo

I Transumanisti credono nel “Singolarismo” (S.) che sarebbe il momento in cui l’accelerazione non lineare della tecnologia porterà all’emergere di un epifenomeno: la fusione tra l’intelligenza biologica con quella artificiale delle macchine. Questa suggestione fu lanciata dal futurologo americano Ray Kurzweil che ha posto anche una data e diverse tappe: il 2045. In realtà il primo a parlarne fu lo scrittore di fantascienza e matematico Vernor Vinge agli inizi degli anni ’80 dello scorso secolo.

Negli Usa esiste anche un Singularity Institute for Artificial Intelligence. Ma perché si utilizza il termine “singolarità”? La singolarità in matematica è un punto in cui una funzione assume un valore infinito.  La previsione si basa sulla “legge del ritorno accelerato” di Kurzweil che dà appunto conto dello sviluppo non lineare della tecnologia, estrapolato dalla cosiddetta legge di Moore applicabile ai computer, che mette in relazione capacità di calcolo e complessità circuitale.

Il futurologo americano individua cinque periodi prima di giungere all’evento singolare, ognuno caratterizzato da uno specifico livello tecnologico. Il S. è una specie di “religione laica” che prevede un fenomeno di transustanziazione dal carbonio al silicio con l’apparire di un “uomo nuovo”, forse un ibrido metà umano e metà artificiale dalle immense capacità cognitive espanse dalla Rete a cui si fonderebbe. 

Mind Uploading

L’idea della sopravvivenza di un quid chiamato “anima” è stata sempre presente in Homo Sapiens fin dall’apparire delle prime forme di civiltà, come si può vedere nelle incisioni rupestri preistoriche risalenti a 18.000 anni fa.

Tutte le grandi religioni ne parlano, ma solo grazie alla tecnologia se ne può incominciare a discuterne scientificamente. La Mind Uploading (M.U.) consiste nella trasposizione esatta delle strutture neuronali. Una volta ricostruite tali strutture su un supporto al silicio si dovrebbe produrre il fenomeno della coscienza.

Dopo aver ricreato la mente essa può vivere nella Rete, in un mondo simulato tipo Second Life, oppure essere innestata su un Cyborg o un Infomorfo e quindi controllare anche un corpo. La continuità coscienziale sarà trasferita oppure la nuova mente sarà qualcosa di diverso? Argomenti come la continuità del sé e relativo dibattito filosofico animano da anni i dibattiti.

La Crionica

Il sogno di poter vivere eternamente ha sempre affascinato l’umanità e troviamo i suoi riflessi nei miti e nelle religioni. Molti non sanno che il filosofo illuminista Benjamin Franklin fu un proto-criogenista.

Il primo essere umano ibernato fu a Los Angeles il 12 gennaio 1967 e conservato nell’azoto liquido a temperature bassissime in attesa che la medicina del futuro lo possa guarire. Naturalmente lo “scongelamento” non è ancora un’operazione sicura, ma la ricerca va avanti.

La crionica nasce da un libro di Robert W. Ettinger, Ibernazione nuova era a cui seguì la fondazione del Cryonics Institute nel 1976 a Cinton Township nel Michigan, Usa. Nel 1972 fu fondato invece l’Alcor a Scottsdale, Arizona, sempre in Usa.

Il Tecnogaismo

Il Tecnogaismo è una particolare visione dell’ecologia transumanista per cui il pianeta Terra e cioè Gaia, potrebbe trasformarsi in un immenso organismo vivente interconnesso ad animali e piante grazie alla Rete. Un vero “cigno verde” che potrebbe risolvere tutti i problemi ambientali.

Homo Sapiens, comparso sulla Terra circa 200 mila anni fa, ha segnato un momento speciale del percorso evolutivo, ha utilizzato l’intelligenza per modificare il suo ambiente in maniera determinante.

La prima modifica su scala planetaria si è avuta circa 10.000 anni fa con la scoperta dell’agricoltura all’inizio del neolitico. Ma anche l’uomo naturalmente fa parte della natura che in qualche modo diventa cosciente di sé tramite noi.

La progressiva integrazione della tecnologia della natura sembra seguire la strada indicata dal gesuita e scienziato Pierre Teilhard de Chardin (1881 – 1955) che aveva previsto un “superorganismo globale” in evoluzione verso il Cristo Cosmico o Punto Omega finale e qui ci sono analogie con il concetto di Singolarità tecnologica. Lo sviluppo di Internet può essere visto come il “sistema nervoso” che finirà per interconnettere completamente Gaia per farla divenire una “TecnoGaia”.

E sarà allora che ad Homo Sapiens si sostituirà un Homo Technologicus, il Transumano, discendente di quell’ominide che in una notte di luna piena di milioni di anni fa scese dai rami di un albero per dare inizio all’evoluzione umana, un vero salto di specie.

Estropianesimo

L’Estropianismo condivide con il Transumanismo tutta l’impalcatura filosofica, ma è centrato più sull’ottimismo pratico nel perseguire certi obiettivi, come ad esempio il potenziamento cognitivo e anche il benessere economico tramite un utilizzo razionale e mirato del capitalismo in un’ottica vicina a quella dell’Oggettivismo della scrittrice e filosofa naturalizzata americana Ayn Rand. Sono presenti in esso anche suggestioni anarco – capitaliste.

La proattività, cioè l’anticipare le esgigenze, è un’altra sua caratteristica discriminante. Max More, un filosofo inglese poi trasferitosi negli Usa, ne è stato il fondatore e codificatore.

I principi nella versione 3.0 sono:

1) Progresso continuo

2) Auto-Trasformazione

3) Ottimismo pratico

4) Tecnologia intelligente

5) Società aperta

6) Auto – direzione

7) Pensiero razionale

Come si vede non solo tecnologia, ma un programma globale, politico e cognitivo.

Roberto Coda Zabetta, Senza Titolo (Trittico) (2005) – Cromolux su tela – Asta Pananti in corso

L’Antiaging

L’Antiaging, e cioè la lotta all’invecchiamento, è un filone molto importante di H+. Il Transumanesimo è fortemente antropocentrico e pone l’uomo al “centro di tutte le cose”. La vecchiaia per l’H+ è vista come una malattia che può essere combattuta con la Scienza.

Il fondatore di questa corrente è Aubrey de Grey un esperto di computer, matematica e biologia, che ha lavorato all’Università di Cambridge in UK. Il suo progetto è chiamato SENS, Strategies for Enginereed Negligible Senescence.

I Simulazionisti

Il fondatore della WTA, il filosofo professore universitario Nick Bostrom, è noto per la sua “teoria della simulazione” in cui sulla base di alcuni argomenti giunge alla conclusione che l’Universo è molto probabilmente una simulazione di una società tecnologicamente molto avanzata.

Lo stesso Elon Musk, il Ceo di Tesla, ha dichiarato nel 2016 che “la probabilità che il nostro universo non sia una simulazione è una su un miliardo”. La tematica della simulazione nella fantascienza data il 1964, anno in cui Daniel Galaouye scrive il romanzo Simulacron – 3 che parla di un programma di realtà virtuale che simula un mondo che a sua volta ne simula un altro e chissà quanti altri.

I Transumanisti che credono nella Simulazione ritengono appunto di esistere in una dimensione puramente cibernetica. Ma ci sono prove della teoria della Simulazione?

Nel 2012 la fisica teorica Zohreh Davoudi, utilizzando considerazioni di Cromodinamica quantistica, giunge alla conclusione che i simulatori potrebbero aver utilizzato dimensioni dell’ordine della costante di Planck, la più piccola lunghezza misurabile in natura.

Ma a questo punto, abbandonando il continuum spazio-temporale della fisica classica, le leggi dipenderebbero dalla direzione di propagazione. Ad esempio i raggi cosmici ad alta energia potrebbero dimostrare una preferenza anisotropica per alcune direzioni per ragioni di coerenza interna della teoria e gli scienziati potrebbero accorgersene. Tuttavia, per ora, questo è impossibile a causa della piccolezza delle energie coinvolte.

L’argomento della simulazione, sebbene non confermato e con vari risvolti critici, risolverebbe molte delle improbabili coincidenze che portano allo sviluppo del nostro universo per ora risolte dal principio antropico e dalla Teoria a Molti Mondi di Hugh Everett III.

Il Transumanesimo e l’arte

Ci sono anche artisti Transumanisti e il tema meriterebbe un articolo a parte. Qui ne facciamo solo un rapido accenno. L’antesignano di questo connubio, almeno per quanto riguarda la pittura e la scrittura, è certamente il Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. I Futuristi furono affascinati dalla tecnologia e dal suo utilizzo, come testimonia anche questo breve brano tratto dal Manifesto futurista:

“Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

La lotta contro il romanticismo e il “chiaro di Luna” era iniziata. L’esaltazione della tecnica sostituisce la “vecchia” arte. I tecnoartisti lavorano sul corpo, modificandolo e ampliandolo in senso anche estetico con il concetto di libertà morfologico, di assumere qualsiasi forma.

Il Cosmismo

Il Cosmismo fu “fondato” da Nikolaj Federov (1828 – 1903), un intellettuale che influenzò profondamente scrittori come Fedor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Vladimir Solov’ev, Maxim Gorky, Michail Bulgakov.

Nel suo libro La filosofia della Causa Comune egli preconizzò l’ ”Uomo Nuovo” sovietico in cui la Scienza avrebbe permesso di sconfiggere i limiti della natura, regalando l’immortalità tramite una resurrezione dei corpi guidata dalla scienza.

La sua visione fu fatta propria dal bolscevismo e dal marxismo. Aleksandr Bogdanov (un ideologo sovietico) e Anatoly Lunachassky che fu per dodici anni ministro sovietico della cultura ne furono profondamente influenzati. Bogdanov fu tra l’altro uno degli intellettuali prediletti da Lenin.

In effetti il materialismo storico bolscevico implica una sorta di “culto” per la scienza, unica interprete sincera della realtà fenomenica e del materialismo (dialettico).

Furono molti gli scienziati sovietici che aderirono al Cosmismo. Ad esempio,

Konstantin Ciolkovskij (1857 -1935), il padre della cosmonautica sovietica fu uno di essi e Vladimir Odoevsky ipotizzò la conquista della Luna per utilizzarne i minerali.


Il Transumanesimo è tutto questo, ma anche molto altro. È appunto una nuova filosofia, ma anche una filosofia di vita, un modo di rapportarsi al mondo. Per i suoi sostenitori, il Transumanesimo non diminuisce il valore umano, ma l’incrementa e amplifica. È un modo per realizzare il meglio in questa esistenza per chi è privo di tendenze mistiche. È anche una filosofia della responsabilità, perché centrato sulla realtà contingente e su una visione razionale del mondo. Il Transumanesimo può essere visto come una evoluzione delle filosofie scientifiche che sempre hanno accompagnato lo sviluppo tecnologico, ma rispetto al passato – come ad esempio il Positivismo – ha un risvolto più pratico, che lo rende un motore di uno sviluppo possibile.

Come si vede l’H+ non è solo una “filosofia”, ma si traduce in una sorta di “etica tecnologica”, in cui i valori fondanti sono quelli della scienza e della razionalità. Come tutte le filosofie estreme i suoi limiti sono le sue tendenze utopiche, cosa che porta due conseguenze. La prima è che l’aspetto utopico può essere visto, nel bene e nel male, come consolatorio, cioè avrebbe un valore “religioso”, una speranza palingenetica e simbolica. Il secondo invece è che questo aspetto porti a progetti impossibili, o difficilmente realizzabili concretamente e in poco tempo.

Un’altra critica di fondo, che viene mossa dagli stessi Transumanisti, è che una tecnologia avanzata può anche essere usata per fare il male. Per questo nell’ambito dello stesso H+ si è sviluppata una serrata argomentazione etica che ha portato anche a creare dei centri di studio dell’argomento.

Per l’H+ è estremamente importante cimentarsi in  progetti concreti e reali. Ad esempio molti Transumanisti si dedicano allo studio della possibilità di colonizzare mondi alieni, mentre altri, nel concreto, hanno creato Google e imposto la Rete che sta sempre più caratterizzando il nostro tempo. Naturalmente l’utopia dei transumanisti può essere la distopia di chi non ne condivide le premesse ideologiche e filosofiche, ma non è detto che non sia possibile trovare un equilibrio tra i suoi pregi e difetti.


Bibliografia

Bostrom N., Are we living in a computer simulation? The Philosophical 

Quarterly, vol. 53, fasc. 211, 2003, pp. 243–255 [S]

Drexler K. Eric, Engines of creation. The coming era of nanotechnology, Anchor Books

Monod J, Il caso e la necessità, Mondadori

Kurzweil R., La Singolarità è vicina, Ed. Apogeo

Kurzwell R., The age of intelligent machines, MIT Press

Teilhard de Chardin P., Il posto dell’uomo nella natura, Il Saggiatore

Pelanda C., Futurizzazione, Sperling & Kupfer

Vatinno G. Il Transumanesimo. Una nuova filosofia per l’Uomo del XXI secolo, Armando editore

Young G.M., Nikolai F. Federov: An Introduction, Notable & Academic Book


Giuseppe Vatinno è un giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica, perfezionato in fisica delle particelle, psicologia cognitiva e reti neurali. Ha insegnato al Politecnico di Milano nel master di II livello su tematiche energetico – ambientali. Si occupa anche di tematiche riguardanti la tecnologia e la scienza. È stato deputato della Repubblica.

1 comment on “I tanti filoni del Transumanesimo

  1. Emanuela D'Antoni

    Come non pensare a quel 90% di potenza neuronale del cervello umano non espressa, e pressoché sconosciuta, e non sentire una profonda nostalgia dell’incompiuto a fronte di una promessa trasformazione cybernetica che punta a consolidare percorsi di utilizzo e non di cosciente connessione con l’universo. Se la Mistica viene relegata solo al Culto la sua fine é certa, la crescita sfrenata di tecnologica e simbiotica fra corpo e macchina limiterá la crescita di altre visioni, che magari sottindendono l’accettazione della morte come ricambio ad altra vita, in prosecuzione dei processi naturali dai quali si vuole fuggire. Che siano ancora le grandi imprese multinazionali il motore del transumanesimo in atto nelle sue varietá espressive, non fa che aumentare il baratro fra ció che si intende per progresso di una umanitá senziente cosciente e pronta a sperimentare nuove filosofie, ed una platea di utenti guidati giá nei decenni passati verso quegli obiettivi resi possibili proprio dal loro stesso ignaro lavoro, stile di vita, e dalle predazioni geo-politiche-economiche, dalle guerre, disparitá..etc, insomma sarebbe una Nuova filosofia che si é giá abbuffata per progredire di tanti errori/orrori, e chissá di quanto altri ancora ne necessiti per compiersi. Come si puó quindi non pensarla, a prescindere da tutta la sua scintillante narrativa del progresso, un evento distopico?

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