La morale sessuale dei fiori

La Botanica de’ Fiori per il bel sesso fu un grande successo editoriale, tanto da spingere il suo editore a ristamparlo: ma non era solo un libro sui fiori, era molto di più: un vero e proprio manuale di introduzione alla sessualità.


IN COPERTINA: emanuele Cavalli : Natura morta con uccellino (1969)  – Asta Pananti in corso

di Carla Fronteddu

È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.
Il Gelsomino Notturno, Giovanni Pascoli

“Ogni giardino degno di questo nome è una versione del giardino ideale, un’ipotesi di perfezione senza tempo, di spazio altro, sottratto alle contingenze del mondo esterno, libero dagli affanni, la cui stessa esistenza si manifesta su un piano diverso, cui si accede varcando la soglia” scrive Di Vita su L’indiscreto introducendo I giardini di Firenze, di Angiolo Pucci. 

Questo spazio altro, quasi utopico, esercitava un fascino particolare nell’Europa dell’Ottocento, epoca in cui veniva dato alle stampe La Botanica de’ Fiori dedicata al Bel Sesso, un libro illustrato che offriva al gentil sesso che qui diventa più maliziosamente “bel”, rudimenti di scienza botanica insieme a digressioni su aneddoti mitologici e sul romantico linguaggio dei fiori.

Come osservano Tomasi e Zangheri nell’introduzione al volume recentemente ripubblicato da Olschki a cura di Simona Verrazzo, “la straordinaria diffusione della coltivazione di fiori nostrali e esotici nei giardini ottocenteschi contribuisce a sollecitarne riflessi psicologici ed economici, accanto ai sempre più approfonditi studi scientifici sulla base della sintesi organica teorizzata da Carlo Linneo. Il fiore non è solo ammirato e vagheggiato, ma anche lautamente pagato. Si affermano nuove professioni come quelle dei vivaisti e dei floricoltori cui si devono stupefacenti ibridazioni, mentre la figura del giardiniere si carica di nuova dignità. La botanica viene insegnata nelle università e si organizzano spedizioni in terre lontane per ricercare fiori sconosciuti da studiare e da acclimatare non solo nei giardini botanici, ma anche in quelli aristocratici, borghesi e dei nouveaux riches.”

In questa fortunata e ricca girandola c’era un posticino di tutto rispetto anche per gli accorti librai-stampatori, illustratori e scrittori dell’epoca.

La Botanica de’ Fiori dedicata al Bel Sesso, pubblicata per la prima volta alla fine del 1827 dall’editore – libraio milanese Lorenzo Sonzogno – è figlia di questa atmosfera e di questo genere letterario emerso in Francia nel Settecento; edizioni di argomento botanico riservate a un pubblico femminile. Queste pubblicazioni semplificavano gli argomenti scientifici fino a renderli comprensibili per le testoline delle ricche dame europee e li rendevano gradevoli grazie a raffinate tavole a colori. Se poi qua e là ci infilavano qualche errore, lo facevano con la serena convinzione che le lettrici non se ne sarebbero accorte.

Per secoli, come osserva lo storico dell’arte Kemp lo “studio dei fiori e la coltivazione dei giardini sono stati considerati un porto sicuro per le giovani signore, purché non aspirassero a diventare delle botaniche professioniste.”

E infatti l’autore de La Botanica de’ Fiori per il bel sesso presenta il contenuto del libro alle sue lettrici come un “piacevol tema per la vostra curiosità, e degno del delicato e fino gusto che vi distingue” augurandosi di riuscire a stimolarle nel perseverare in questa innocente inclinazione per i fiori.

Sergio Scatizzi: Fiori – Olio su compensato

Ma già dalle prime righe è evidente che l’intento educativo va ben oltre la botanica e che insieme all’anatomia dei fiori verrà tratteggiata anche quella fisica e interiore delle donne.

La metafora, sicuramente già stinta all’epoca, è espressa nella prima pagina: “belle e leggiadre Donne, che giustamente meritate di essere dette il Fiore della specie umana” e diventa più esplicita nelle pagine dedicate alla descrizione degli organi riproduttivi dei fiori: 

… il ricettacolo, di cui parliamo, dai Botanici viene chiamato anche placenta, perchè a somiglianza di quella membrana, che nel seno della madre avvolge il feto animale, esso avvolge il frutto vegetale…

… comunemente lo stigma è più voluminoso dello stilo, ed è guarnito di capezzoli, o mammelle, inumidite da un liquore più o meno viscido, per mezzo del quale si agevola la trasmissione della polvere seminale lungo lo stilo nella ovaja…

… l’ovaja è quella parte del fiore, ordinariamente di figura ovale, situata al di sotto del pistillo, ove si concepisce, e si perfeziona il frutto delle piante, che è la semenza, dalla quale deve sorgere una pianta novella…

… nel momento designato per la fecondazione, questo fiore apre il suo seno verginale, e riceve la polvere degli stami, della quale i suoi stigmi veggonsi ben presto inondati…

Per non far sì che un nobile e innocente esercizio intellettuale non alimentasse la brace di passioni malcelate sotto gli ingombranti gonnelloni dell’epoca, assieme alle nozioni scientifiche si offre anche una lettura morale: i momenti della Natura prescritti per la fecondazione delle piante sono rispetto ai fiori assai rapidi: per questo i fiori duran così poco […] però se la fecondazione si ritarda […] la durata del fiore si prolunga […] Direbbesi con vezzo poetico, che colla loro verginità conservano lo splendore, di che la Natura li aveva ornati. Ma qualunque sia il fine per cui la Natura ha ornato di tanto splendore i fiori, certo è che la loro destinazione primaria è quella di servire, mediante la fecondazione, alla conservazione della loro specie.

La Botanica de’ Fiori per il bel sesso è stato un successo editoriale per i suoi tempi, tanto da spingere il suo editore a ristamparlo e arricchirlo di nuovi materiali fino a diventare una serie. Il primo volume è stato infatti pubblicato alla fine del 1827, corredato di calendario per l’anno successivo, il secondo nel 1829 (uscito insieme al primo in un unico e doppio volume) e il terzo nel 1830, con un calendario arricchito da tavole raffiguranti diverse specie di fiori che si schiudono nel corso delle ore notturne e diurne. Un perfetto regalo di Natale: un almanacco bello da sfogliare, che offre quel tanto di educazione che non guasta e suggerisce sottilmente alle dame il loro potenziale seduttivo, senza perdere l’occasione di istruirle sulla  funzione di quest’ultimo nell’economia del mondo.

Che se funziona l’identificazione con il fiore, “il fiore nei disegni della Natura deve riguardarsi come l’organo riproduttore de’ vegetabili, in quanto è per esso che si ha il frutto, o seme, per cui le rispettive specie si mantengono.”


CARLA FRONTEDDU (1984) INSEGNA STUDI DI GENERE A SYRACUSE UNIVERSITY E CEA. PER NON ANDARE FUORI TEMA, SI OCCUPA INSIEME A UN ETEROGENEO GRUPPO DI ATTIVISTE DI FIESOLANA2B, L’ASSOCIAZIONE CHE HA RACCOLTO L’EREDITÀ DELLA LIBRERIA DELLE DONNE DI FIRENZE, PER CONTINUARE A OFFRIRE UNO SPAZIO DI ELABORAZIONE FEMMINISTA E AUTODETERMINAZIONE IN CITTÀ.

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