La vita è sogno lucido

Little_Nemo_1906-02-11_last_panel…e l’esperienza m’insegna
che l’uomo che vive sogna
quel che è, fino al risveglio.

– Pedro Calderón de la Barca

Ascoltare i sogni altrui è il più delle volte noioso, specie quando non si conosce il sognatore; ciononostante vorrei raccontare il sogno illustrato in copertina, per introdurre l’argomento.

Sono in un teatro completamente nero e mi rendo conto di sognare. Incontro attori e attrici, che tocco sul viso e sulle braccia per testarne la realtà. Sembrano veri. Gli attori scompaiono e raggiungo una stanza molto grande, con il pavimento in pietra scura. Alle mie spalle c’è qualcuno che mi somiglia, lo guardo, indica il muro e dice che è: «La strada verso la verità». Mi avvicino al luogo segnalato e noto una porta, che apro. Lì trovo una cornice con un foro nel mezzo, una specie di tubo che prosegue verso non so cosa (eppure qualcosa). Mi volto, per chiedere alla presenza alle mie spalle di cosa si tratta, ma al centro della testa del mio sosia c’è lo stesso tunnel, in qualche modo collegato a quello che ho davanti a me. Mi sveglio un po’ spaventato.

Frederik_van_Eeden_-_writer,_1860_–_1932
Anche il nome è suggestivo: Frederik van Eeden

Quel che ho appena descritto è un esempio di sogno lucido, ovvero un sogno in cui ci si rende conto di sognare. Si tratta di un’esperienza a tal punto suggestiva da meritarsi un nome suggestivo, onironautica, coniato da un signore altrettanto suggestivo, che vedete qua a destra.

Chiunque può fare dei sogni lucidi; chi non ha mai avuto questa esperienza sappia che esistono delle semplici tecniche per indurli. I metodi suggeriti dai manuali che trattano l’argomento sono più o meno riassumibili in:

1) Chiedersi durante il giorno se si sta sognando, in modo da abituarsi a domandarselo anche quando si sta sognando realmente.

2) Effettuare dei controlli di realtà, ovvero dei gesti del tipo tapparsi il naso per vedere se si respira ancora. Cose, insomma, che non accadono in sogno, dove si continua a respirare nonostante tutto.

3) Ripetersi spesso che si farà un sogno lucido quando si va a letto.

4) Svegliarsi dopo sei ore per poi riaddormentarsi nella fase del sonno in cui si sogna – ma questa è un po’ una scocciatura.

5) Andare a letto senza bere né mangiare troppo.

Pierre-Cécile_Puvis_de_Chavannes_003-1

Nei sogni lucidi si ha la piena consapevolezza di vivere un sogno, tanto che mentre si esplora il mondo onirico la propria personalità sembra completa, sebbene si trovi in un luogo costruito da sé stessa: è come se l’“io” divenisse un sottoinsieme dell’ “io”. Capita di visitare dei luoghi così dettagliati da non poter credere di esserne gli artefici, o di avere lunghe conversazioni indistinguibili da quelle del mondo “reale”. Questa particolare condizione porta con sé la persuasione che i sogni siano più “veri” di quanto si creda – niente di nuovo, già Shakespeare scrisse che «siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni».


In qualche modo non si pensa ma si è pensati; l’ “io” si palesa come una parte di qualcosa di più grande e sfumato, talmente grande e sfumato da invadere e inglobare il mondo.


La maggior parte della letteratura sul tema dei sogni lucidi si divide tra chi li considera uno strumento di indagine interiore (non troppo dissimile dall’analisi dei sogni normali) e chi li utilizza con finalità ludiche, in virtù del relativo controllo che il sognatore ottiene sul mondo onirico. Quale che sia il suo uso, il sogno lucido alle lunghe ha il potere di influenzare il sentimento della realtà del sognatore.
Un effetto comune, infatti, è rendersi conto di come i nostri pensieri e decisioni non siano poi così nostri. In un sogno lucido si crede di decidere questo e quello, eppure si vive in un mondo che abbiamo costruito noi stessi, o perlomeno da “ciò che siamo abituati a credere essere noi stessi”. In qualche modo non si pensa ma si è pensati; l’ “io” si palesa come una parte di qualcosa di più grande e sfumato, talmente grande e sfumato da invadere e inglobare il mondo. L’inconscio si estende e divora non solo la nostra personalità, ma anche il mondo che si pensava essere “là fuori”. Non solo, questa sensazione è così forte da estendersi talvolta anche allo stato di veglia.

John_Henry_Fuseli_-_The_Nightmare


Perdere se stessi però diventa più semplice non appena si scopre, come nei sogni, che quel che si ha da perdere è un sottoinsieme di qualcosa di più grande


Adesso, ad esempio. Sono sveglio e faccio delle cose. Mangio un biscotto, bevo un sorso di caffè, scrivo. Sono guidato da impulsi come fame, desiderio, sonno, sete. In altri casi da sentimenti come rabbia, amore, gioia, dolore, tristezza o noia e il più delle volte da una complessa mescolanza di appercezioni e contingenze. Ci sono casi in cui una parte di me decide di trattenere una di queste pulsioni – almeno per un po’ – per agire diversamente, ma neanche questa volontà è libera e non sono mai certo di volere davvero quel che desidero. Sono piuttosto prigioniero di una lungimirante strategia volta a soddisfare le mie pulsioni, dove decido e sono deciso. Questo perché, come scrive Matte Blanco,

[…] quando vogliamo diventare pienamente consci del nostro essere consci, la nostra coscienza di essere consci si annebbia. Possiamo diventare consci di essere consci solo in un modo tangenziale, passeggero, fugace; non possiamo fermarci e restare a contemplare la piena estensione della nostra comprensione, almeno non possiamo farlo in condizioni normali, perché per cogliere qualcosa la nostra attenzione deve muoversi da un punto all’altro.

(Ignacio Matte Blanco, L’inconscio come insiemi infiniti, Einaudi, Torino, 2000, p.256)

Little_Nemo_1905-11-26_middle_five_panelsDelle «Condizioni normali» che follia, preghiera, psiconautica e meditazione cercano di superare, per arrivare a una «piena estensione della comprensione» pericolosamente simile all’infinito. Chi pratica la meditazione in una sua qualunque forma, religiosa o laica, sa bene che la difficoltà più grande di questa pratica è mantenere la concentrazione su un punto o una parola senza cedere al flusso di pensieri; la volontà è difficile da indirizzare anche perché è difficile da trovare. Perdere se stessi però diventa più semplice non appena si scopre, come nei sogni, che quel che si ha da perdere è un sottoinsieme di qualcosa di più grande, di cui non abbiamo una coscienza se non sporadica.

Ho accanto a me il libro di Blanco e ne approfitto. Nello stesso volume citato in precedenza, a p. 353, l’autore scrive che:

[…] il contrasto tra l’aspetto dell’uomo per cui egli è un solo essere con tutti gli altri esseri e l’altro aspetto, per cui egli è separato e indipendente dagli altri, è all’origine della patologia mentale.

Verrebbe voglia di aggiungere «e del sogno», se non, addirittura, «e della vita».

di Francesco D’Isa


Francesco D’Isa ha esposto quadri e pubblicato libri, come I., (Nottetempo, 2011), Anna – storia di un palindromo (Effequ, 2014), Ultimo piano (o porno totale) (Imprimatur, 2015), Forse non tutti sanno che a Firenze… (Newton Compton 2015). Dirige L’INDISCRETO e scrive su vari blog e giornali.
Immagini (c) Francesco D’Isa, Wikimedia, Winsor McCay

1 comment on “La vita è sogno lucido

  1. Michele R

    La coscienza può nascere senza memoria? può nascere senza la dimensione temporale? l’uomo vive e poi ricordando ciò che ha vissuto diviene di ciò cosciente, in un processo scandibile idealmente in singoli attimi o frazioni di secondo. La coscienza mi sembra un atto di emersione dal mare della psiche. Il super-io freudiano potrebbe essere un costante ricordare a se stessi ciò che secondo certi modelli bisogna essere, dunque anche questa super-coscienza potrebbe essere un particolare tipo di memoria. E notoriamente il super-io è una funzione del cazzo quando impedisce di godere della vita quando niente al di fuori di noi ce lo impedirebbe. La coscienza è a mio vedere uno strumento al servizio della vita e non il contrario come spesso tutti pensiamo. La coscienza quando si crede separata dal mare da cui emerge e si rivolge al cielo convincendosi che sia quello il suo posto perchè migliore diventa malattia. Non ho mai fatto sogni lucidi ma ci proverò.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *