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Lo scoiattolo di Mino Maccari

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Qua Maccari e Flaiano parlano di uno scoiattolo.

L’artista Mino Maccari e lo scrittore Ennio Flaiano si sono scambiati lettere e cartoline per un quarto di secolo, dalla metà degli anni quaranta al 1973. Grazie all’archivio della Galleria Pananti possiamo curiosare un po’ in questa curiosa corrispondenza… qua parlano di uno scoiattolo.

Caro Flaiano,

non so se ti ho mai detto che ho allevato uno scoiattolo. Un piacere, una delizia di cui ti fornirò i particolari. Fatto sta che era diventato domestico senza gran sacrificio della libertà: in quanto usciva ed entrava nella gabbia quando gli piaceva. La mattina, accoccolato sullo sportello aperto, aspettava che gli portassi l’acqua e le noccioline; poi ruzzavamo assieme, ecc. Con l’apertura della caccia e conoscendo le generose abitudini dei prodi italiani che la praticano, ho pensato bene di chiudere la gabbia, che è a due passi da casa. Ma i prodi cacciatori non si conoscono mai abbastanza e stamani andando come al solito incontro al mio grazioso amico l’ho trovato riverso, stecchito da una fucilata. Ne avevo sentite molte, di fucilate, ma è consuetudine dei prodi di cui sopra sparare anche nelle immediate vicinanze delle abitazioni, e non ci avevo fatto caso. Mai più pensavo che l’eroismo italiano arrivasse ad affrontare una gabbia chiusa. Così ho seppellito lo scoiattolo sotto un leccio e ho pensato al Canadà dove dicono che essi vivono beati e indisturbati.


“Così ho seppellito lo scoiattolo sotto un leccio e ho pensato al Canadà dove dicono che essi vivono beati e indisturbati.”


Naturalmente ho dato la caccia ai cacciatori, che, bardati con cartucciere e stivaloni di gomma, gironzolavano in cerca di passerotti. Ma nessuno ha avuto l’immodestia di ammettere il proprio eroismo. E quando ho affrontato uno che aveva tutta l’aria del protagonista del fatto d’arme – probabilmente un veterano di Neghelli – c’è stato subito un contadino pronto a testimoniare in suo favore.

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Credo che fra i precetti evangelici quello che prescrive di amare il prossimo come se stessi sia il più difficile e ostico. E tu?

A consolarmi, il maltempo guasta, ma non abbastanza, le ferie dei milanesi e dei fiorentini. I parmigiani si consolano mangiando caciucco, come diversivo al culatello invernale. […]

Credo che fra i precetti evangelici quello che prescrive di amare il prossimo come se stessi sia il più difficile e ostico. E tu?

Saluti dal tuo aff.

Maccari

Sulle immagini: Mino Maccari, AUTORITRATTO MENTRE DIPINGE Xilografia, cm. 25,5×30; SENZA TITOLO Acquaforte, mm. 345×490 (foglio); mm. 240×320 (lastra); es. p.d.a. courtesy di Pananti Casa d’Aste.