Perché i bambini imparano più dalle storie fantastiche che da quelle realistiche


Delle ricerche nel campo della scienza evolutiva dimostrano che non  solo i bambini sono perfettamente in grado di separare la realtà dalla finzione, ma anche che la fascinazione per gli scenari fantastici potrebbe essere utile per l’apprendimento.


(Questo testo è la traduzione italiana di un articolo precedentemente uscito su Aeon sotto licenza Creative Commons Attribution-No Derivatives)

di Deena Skolnick Weisberg

I bambini hanno un sacco di cose da imparare. Probabilmente lo scopo di infanzia è proprio quello di fornire del tempo ‘protetto’, in modo che i bambini possano imparare a comunicare, capire come funziona il mondo che li circonda, riconoscere quali valori sono importanti nella società in cui vivono e così via. Data la massiccia quantità di informazioni che i bambini hanno bisogno di assorbire, sembrerebbe prudente spendere questo tempo protetto il più possibile nello studio del mondo reale.

Eppure chiunque abbia trascorso del tempo in presenza di bambini sa che difficilmente somigliano a una classe di concentrati studiosi. Al contrario, i bambini trascorrono molto del loro tempo cantando canzoni, correndo in giro, facendo casino – in due parole, a giocare. I bambini (così come molti adulti) non solo si divertono nello scoprire la struttura della realtà attraverso il gioco esplorativo, ma sono anche profondamente attratti da giochi e storie fantastiche. Fanno finta di avere poteri magici, di essere supereroi, immaginano interazioni con esseri impossibili come sirene e draghi.

Per molto tempo, genitori e ricercatori hanno ipotizzato che questi voli di fantasia erano, nel migliore dei casi, innocui divertimenti – forse necessari a sfogarsi di tanto in tanto, ma senza un vero scopo. Nel peggiore dei casi, alcuni hanno sostenuto che erano pericolose distrazioni dall’importante compito di comprendere il mondo reale, o manifestazioni di una malsana confusione circa il confine tra realtà e finzione. Ma nuove ricerche nel campo della scienza evolutiva dimostrano che non  solo i bambini sono perfettamente in grado di separare la realtà dalla finzione, ma anche che la fascinazione per gli scenari fantastici potrebbe essere utile per l’apprendimento.

Sono arrivato a questa conclusione dopo aver testato modi per insegnare nuove parole a bambini in età prescolare per i programmi Head Start, nella speranza di combattere il deficit di linguaggio che esiste tra bambini provenienti da condizioni socio-economiche diverse. Per questo studio, la mia squadra ha presentato delle parole sconosciute nel corso di un’attività condivisa di lettura, dopodiché ha ulteriormente rafforzato il significato di queste parole mediante sessioni di gioco guidate dagli adulti.

L’intervento è riuscito, e la comprensione delle nuove parole da parte dei bambini è migliorata dopo il test. Ma la cosa più interessante ai nostri occhi era la differenza tra i due gruppi di bambini: quelli le cui storie venivano descritte mediante temi realistici, come la cucina, e coloro le cui storie erano descritte con temi fantastici, come i draghi. All’inizio dello studio, pubblicato nel 2015 non Cognitive Development, i bambini conoscevano meno le parole dei libri fantastici, forse perché erano un po’ più impegnative. Abbiamo scoperto in seguito che il lessico appreso dai bambini nel corso dell’intervento aveva raggiunto quello delle storie realistiche. I bambini, insomma, hanno imparato più parole dalle storie fantastiche che da quelle realistiche.

Questo risultato è sorprendente, dal momento che va contro tutto ciò che sappiamo di apprendimento. Una grande quantità di letteratura in psicologia ha dimostrato che più il contesto di apprendimento è simile a quello in cui l’informazione sta per essere applicata, meglio è. Questo suggerisce che i libri realistici dovrebbero aiutare i bambini a imparare i significati delle parole in massimo grado. Ma il nostro studio ha dimostrato esattamente il contrario: i libri fantasy, quelli meno simili alla realtà, hanno permesso ai bambini di imparare di più.

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In un lavoro più recente, il nostro laboratorio ha replicato l’effetto. Uno studio in corso d’opera sta scoprendo che i bambini imparano una maggiore quantità di nuove informazioni sugli animali dalle storie fantastiche che da quelle realistiche. Altri ricercatori, utilizzando una grande varietà di metodi, hanno dimostrato che le rappresentazioni di eventi apparentemente impossibili possono aiutare l’apprendimento dei bambini. Ad esempio, i neonati sono più disposti ad accettare nuove informazioni quando sono sorpresi, violando le loro ipotesi sul mondo fisico.

Perché accade tutto questo? Forse perché i bambini sono più impegnati e attenti quando vedono degli eventi che mettono in discussione la loro comprensione di come funziona la realtà. Dopo tutto, gli eventi delle storie fantastiche non sono cose che i bambini possono vedere tutti i giorni. Così potrebbero prestare maggiore attenzione, cosa che li porterebbe a imparare di più.

Un’altra possibilità è che ci sia qualcosa nei contesti fantastici che è particolarmente utile per l’apprendimento. Da questo punto di vista, la narrativa fantastica potrebbe far qualcosa di più che mantenere l’interesse dei bambini più a lungo della narrativa realistica. Piuttosto, l’immersione in uno scenario in cui i bambini sono costretti a pensare a eventi impossibili potrebbe coinvolgere una riflessione più profonda, proprio perché non possono trattare questi scenari come farebbero con ogni altro scenario che incontrano nella realtà.

I bambini devono prendere in considerazione gli eventi con occhi nuovi, chiedendosi se questi si adattano con il mondo della storia e se potrebbero funzionare anche rispetto alle leggi della realtà. La costante necessità di valutare una storia potrebbe rendere queste situazioni particolarmente utili per l’apprendimento.

Studi futuri indagheranno queste possibilità, ma per ora è importante notare le profonde implicazioni per l’istruzione che potrebbero avere questi risultati. Anche se si avvera ‘solo’ il caso in cui i bambini imparano meglio nei contesti fantastici perché li aiutano a prestare maggiore attenzione, infatti, possiamo sfruttare questo fatto per rendere più funzionali i materiali didattici.


Deena Skolnick Weisberg è senior fellow presso il dipartimento di psicologia della University of Pennsylvania. I suoi interessi di ricerca includono lo sviluppo dell’immaginazione cognitiva, il ruolo dell’immaginazione nell’apprendimento, il pensiero scientifico in bambini e adulti.
Traduzione italiana di Francesco D’Isa. Copertina RL Fantasy Design Studio

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1 comment on “Perché i bambini imparano più dalle storie fantastiche che da quelle realistiche

  1. Massimo Vettori

    Mi pare che la spiegazione sia semplice: “Solo un desiderio può muovere il nostro apparato psichico” (S. Freud – L’interpretazione dei sogni) e le storie fantastiche vengono prodotte per assecondare desideri, rimuovere o alimentare paure (secondo il talento e lo scopo degli autori). Inoltre, le nostre attenzioni verso l’esterno si producono per la loro qualità non per la loro misura. Ma allora “la realtà” a cosa serve? Serve a rimodellare i nostri eccessi su basi razionali. E… quel che non schioppa ingrassa. Ma attenzione, perché da ogni dove il simbolico (sostituendo il racconto alla realtà) sta producendo e riproducendo eccessi di realtà. Ovvero realtà eccessive, in termini sensazionalistici. Non solo per i ragazzi. Ne segue un misto di assuefazione e di impossibilità a ritornare alle cose per loro medesime.

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