Recensioni brevissime di libri difficili #14

Continuano le Recensioni brevissime di libri difficili. In questo episodio tanti filosofi.

> Nelle puntate precedenti


urlCosì parlò Zarathustra, di Friederich Nietzsche

Bisogna essere superuomini per accettare che tutto ritorna – e dire di sì ogni volta.
Trama: Zarathustra parla.
Voto: ●●●●●

 

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Il manifesto del partito comunista, di Karl Marx e Friedrich Engels

“I comunisti possono riassumere le loro teorie in questa proposta: abolizione della proprietà privata.”. Buone idee che non hanno funzionato un granché.
Trama: Proletari di tutto il mondo unitevi.
Voto: ●●●●○

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Fenomenologia dello spirito, di Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Profondo e interessante, ma usare ogni tre righe parole come “coscienza” “autocoscienza” “ragione”, “spirito” confonde un po’…  al dottor Hegel piace esagerare.
Trama: Più o meno tutto.
Voto: ●●●○○

 

url-1Biocentrismo, di Robert Lanza

Lanza mescola filosofia amatoriale, fisica amatoriale e religione new age per ottenere un banale soggettivismo, che poi presenta come una tesi rivoluzionaria. Boh.
Trama: Il mondo esiste perché ci sono coscienze.
Voto: ●○○○○

questioni-mortali_pc-391x550Questioni mortali, di Thomas Nagel

Nagel affronta i grandi problemi della vita con un piglio da logico analitico, il che porta sia a nuove scoperte che a banalità disarmanti.
Trama: Morte, guerra, morale, sesso…
Voto: ●●●○○


VOTI

●○○○○ La vita è troppo breve per leggerlo.
●●○○○ Da leggere se hai letto gli altri.
●●●○○ Leggilo.
●●●●○ Leggilo presto.
●●●●● Leggilo subito.

di Francesco D’Isa


 

Francesco D’Isa ha esposto quadri e pubblicato libri, come I., (Nottetempo, 2011), Anna – storia di un palindromo (Effequ, 2014), Ultimo piano (o porno totale) (Imprimatur, 2015), Forse non tutti sanno che a Firenze… (Newton Compton 2015). Dirige L’INDISCRETO e scrive su vari blog e giornali.

1 comment on “Recensioni brevissime di libri difficili #14

  1. Lieto di non aver preso il libro di Lanza. Purtroppo, poi, mi son comprato quello di Sheldrake…

    Peccato non avere una motivazione abbastanza forte per la fenomenologia… dovevi mettere almeno 4 pallini…

    L’eterno ritorno di Nietzsche. Nel senso che cerco di togliermelo dalla testa, ma non ci riesco. Nessuno mai che dica che lo Zarathustra fa schifo. Ma a quel punto lo leggerei comunque per smentirlo. Dopo la Gaia Scienza, nient’altro mi ha fatto sentire saggio per così tanto tempo.

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