2000 caratteri per parlare di un libro, ogni settimana o quasi, per chi legge L’Indiscreto e vuole leggere ancora di più.
In copertina, elaborazione da un’opera courtesy Pananti
Di Beatrice Sciarrillo
Immaginatevi una giovane donna avanzare, sotto un cielo infuocato, tra le macerie di una città che non esiste più, una città deliberatamente annientata, umiliata. La sua casa, affacciata sulle scintillanti acque mediterranee, e progettata con amore nei minimi dettagli, è stata rasa al suolo, la strada non c’è più, solo spazi vuoti e un’aria che odora di cenere. Prostrate le fragili ginocchia a terra, e rigatosi di lacrime l’affamato viso, la donna celebra una solenne messa funebre in ricordo della sua anima gemella, quel marito ucciso, sotto i suoi occhi, dalla violenza genocidaria dell’invasore israeliano. Come può essersi spento il respiro che amava? Come possono, i suoi occhi pieni di vita, essersi chiusi al mondo? E come farà lei a sopravvivergli e a spiegare a sua figlia che suo padre non tornerà più?
Interrogativi spaventosi che perseguitano, tolgono il sonno e bruciano dentro l’animo di Shrouq Aila, pluripremiata giornalista e regista palestinese che, nel suo Hanno ucciso habibi (wetlands, 2025, traduzione di Anna Nadotti), racconta l’indomabile sofferenza per la morte del marito – il giornalista Roshdi Sarraj –, la paura di essere madre all’ombra del genocidio, e la difficoltà di svolgere il lavoro giornalistico a Gaza, di documentare l’altrui dolore nella Palestina deprivata della propria terra e del proprio futuro.
Come nota, nella sua postfazione, la scrittrice Maaza Mengiste, “il miracolo di questo libro è il fatto stesso che esista, e che Shrouq sia riuscita a scriverlo nel mezzo di una delle più violente aggressioni a una popolazione civile di cui siamo stati testimoni nella nostra vita.” Questa piccola pubblicazione nasce, infatti, dalla volontà della wetlands – un progetto editoriale fondato a Venezia nel 2021 – di trovare una voce che potesse documentare in presa diretta la situazione umanitaria nei territori palestinesi occupati. Shrouq Aila ha accettato la proposta e, in soli tre mesi, ha messo per iscritto una testimonianza fondamentale a cui il mondo non può, e non deve, rimanere indifferente.



0 comments on “Shrouq Aila, Hanno ucciso habibi”