2000 caratteri per parlare di un libro, ogni settimana o quasi, per chi legge L’Indiscreto e vuole leggere ancora di più.
In copertina, elaborazione da un’opera Di Joe Tilson, courtesy Pananti
Di Lorenzo Mizzau
In Tardo fascismo (DeriveApprodi), Alberto Toscano, teorico radicale tra i più originali dell’ultimo decennio, ci dà l’analitica dei fascismi di oggi, di ieri e dell’altro ieri di cui avevamo bisogno. Eccone un pratico résumé in sette tesi:
- Se il fascismo non può tornare, è perché non se n’è mai andato.
- Se c’è un fascismo dopo il fascismo, è perché c’è un fascismo prima del fascismo. Il fascismo, infatti, non è un fenomeno isolabile, spazialmente e temporalmente, all’Europa del ’22-’45, ma un processo genealogico fatto di conflitti sempre rinnovati, sparizioni, apparizioni e metamorfosi.
- Nella storia del capitalismo, il fascismo non è l’eccezione ma la regola. L’hanno sempre saputo, meglio di qualsiasi intellettuale bianco, l* ner* schivizzat* nelle colonie europee e, dopo di loro, l* afroamerican* segregati nei ghetti USA. Per la black radical tradition degli anni Trenta, il fascismo europeo era una fatale minestra riscaldata.
- Il fascismo è sempre stato postmoderno. Da qui la proverbiale incoerenza della dottrina fascista. Non è trasformismo, è estetica politica: tecnica violenta di cattura e produzione di simulacri, temporalità anacronistiche e forme di vita postume. Il fascismo è, cioè, nato morto. Ecco perché ucciderlo non basta per liberarsene.
- Dietro ogni fascismo politico, c’è una macchina fascista. Il fascismo non è, cioè, tanto un fenomeno politico che potrebbe cristallizzarsi in un apparato di stato o di partito, quanto un assemblaggio di vettori e strategie che penetrano il corpo sociale a tutti i livelli: istituzioni e comunicazione, pratiche e discorsi, amori e amicizie.
- Il fascismo non è una sindrome, ma un desiderio. Come diceva Reich, le masse non sono state ingannate: hanno davvero desiderato il fascismo! In gioco, nella soggettivazione fascista, c’è tutta un’economia libidinale, una macchina che produce passioni tristi: individuazione sessuale, iniezioni di paranoia nel campo sociale, eros mortifero, familismo edipizzante. Il fascismo è il distillato libidinale del ressentiment.
- La Pantera è un passo avanti a qualsiasi Lupo. Come il lupo, che vive sulle montagne e caccia in branco, il fascista è sempre stato un provinciale e un gregario. La Black Panther, invece, è periferica, attraversa ogni territorio e mette la sua solitudine al servizio di un’infinità varietà di incontri, di amicizie.
Sta a noi imparare a fare di questo talento l’arma decisiva.



[…] L’indiscreto un breve post che ci ricorda alcune verità fondamentali, esatte, da tenere sempre a mente: le […]