Un giallo

“Un Giallo (titolo originale Um “Giallo”) è la sceneggiatura di un film, scritta dall’autore brasiliano Aristide Maselli. Del film non sono mai iniziate le riprese, per un insanabile contrasto tra il regista e il produttore in merito all’ambientazione[1].”


IN COPERTINA The Murderer, di Edvard Munch (1910)

di Dario De Marco

Da Wikiperdia, l’enciclopedia libra. 

Un Giallo (titolo originale Um “Giallo”) è la sceneggiatura di un film, scritta dall’autore brasiliano Aristide Maselli. Del film non sono mai iniziate le riprese, per un insanabile contrasto tra il regista e il produttore in merito all’ambientazione[1]. Maselli dal canto suo si è sempre rifiutato di pubblicare la storia in forma di romanzo; nonostante ciò, un pdf non autorizzato e forse[2] incompleto gira in modo clandestino nella ristretta cerchia dei suoi fan, alimentandone il culto.

Trama


Ghennadij Spasstov, capo del commissariato di Vladivostok, è “un vecchio arnese”, come si definisce lui stesso. Figlio di una contadina cinese e di un soldato giapponese arrivato in Mongolia Interna ai tempi dell’occupazione della Manciuria – in pratica figlio di uno stupro di guerra – è stato adottato da una famiglia della provincia orientale dell’Urss ed è stato cresciuto e educato come russo a tutti gli effetti. Poliziotto di rara timidezza e intelligenza, ha avuto il suo momento di gloria nel Kgb ai tempi dell’Unione Sovietica, pur senza mai arrivare ai massimi livelli per mancanza di spregiudicatezza, e forse per il colore della pelle. Ora vivacchia parcheggiato in una tranquilla routine fatta di piccoli furti, traffici criminali intoccabili, tè e partite a scacchi; aspettando una pensione “che sospetto non arriverà mai”.

Il torpore viene interrotto da un incarico particolare: un misterioso omicidio, un cadavere senza nome trovato tra i ghiacci, non lontano dallo stretto di Bering. In realtà il colpevole è già stato identificato, raggiunto e “neutralizzato” dai servizi segreti russi: si tratta di Parsley John Madden, capitano di vascello della marina Usa, ruolo che è una copertura per il suo lavoro di spia. (Della vittima nulla viene comunicato a Spassov, ma si intuisce che fosse un collega del suo assassino). Quello che i servizi non sono riusciti a capire – che non hanno tempo e voglia di approfondire – e che chiedono a Spasstov di scoprire, è come sia possibile che Madden avesse con sé dei documenti che attestano inequivocabilmente la sua permanenza sul suolo americano durante tutto il giorno in cui è avvenuto l’omicidio: come se si fosse voluto preparare un alibi; inutile, ma inattaccabile. Inoltre, adombrano al commissario la vaga possibilità di un segreto militare da svelare: dietro il mistero potrebbe celarsi una nuova tecnologia – un razzo velocissimo quanto invisibile ai radar – o addirittura l’invenzione del teletrasporto. 

Spasstov intuisce il tranello che può annidarsi nell’incarico (“di cui dovrei sentirmi onorato”): se dimostrasse che gli scagnozzi del Fsb hanno preso una cantonata e hanno ucciso un innocente, a loro non succederebbe nulla, ma a lui sì. In ogni caso, non ha altra scelta che accettare e mettersi all’opera. La verifica dei documenti – lettere, scontrini di hotel e ristoranti, biglietti di autobus e aerei – porta subito alla conclusione inaspettata che essi non sono contraffatti: Madden si trovava davvero tra la California e l’Alaska il 25 ottobre 2017. 

Spasstov è in stallo. Per distrarsi, si dedica a un altro dei suoi hobby: l’immersione con attrezzature da palombaro nelle gelide acque del mare di Bering. Il suo scopo è cercare reperti fossili del continente sommerso. Per lunghi periodi nelle ere passate, infatti, la Beringia è stata una terra emersa, e questo ha consentito la migrazione da un continente all’altro di migliaia di specie animali: buoni ultimi, gli homo sapiens, che partiti dall’Africa hanno lentamente, incessantemente colonizzato prima tutta l’Asia, e dall’estrema punta nord est sono poi calati in America, pian piano arrivando a riempirla tutta, fino alle propaggini più meridionali. Un lungo tratto centrale della sceneggiatura è dedicato all’epopea di questi uomini primitivi, così come ricostruita dalla fantasia di paleantropologo dilettante del commissario.

Proprio durante una di queste immersioni, particolarmente difficoltosa per un problema al rifornimento di aria, Spasstov ha una intuizione decisiva – forse indotta da un’allucinazione causata dalla mancanza di ossigeno. Ha la visione infatti di un vecchio homo sapiens che attraversa la Beringia, diretto all’attuale Alaska; lo vede passare un confine invisibile e… ringiovanire! Mentre il primitivo sparisce mettendosi a correre nelle praterie americane, Spasstov rinviene, riemerge dalle acque e capisce: Madden ha viaggiato nel tempo! Un controllo alla borsa della spia statunitense conferma i sospetti: tra i documenti, che aveva esaminato con cura, ce n’è uno che aveva lasciato da parte. Un libro, scritto da Ferrante de la Grieve e ambientato su una nave ancorata in mezzo all’oceano Pacifico. Poco lontano dalla nave c’è un’isola, che il protagonista non riesce mai a raggiungere, e non solo perché non sa nuotare: tra l’isola e la nave corre infatti l’ideale linea del cambio di data, l’antimeridiano di Greenwich. In base a questa convenzione, due posti molto vicini avranno la stessa ora del giorno (il sole non essendo assoggettabile a volontà umana) ma diversa data: subito a destra del meridiano (est, ma in una cartina bidimensionale ovest) è lunedì, subito a sinistra (ovest, ma sulla cartina est) è già martedì.

Così il capitano Madden commette l’omicidio il 25 ottobre in Russia (mentre in America è ancora il 24); velocemente torna in Alaska entro la fine della giornata, valicando il confine dello stretto di Bering – il confine tra Usa e Urss, il confine tra un giorno e l’altro – proprio allo scoccare della mezzanotte che segna l’inizio di un nuovo giorno, il 25 ottobre nel continente americano; si procura senza problemi tutti i documenti e li archivia.

Appena fornisce il suo rapporto alle autorità, Spasstov riceve la visita di due giovani piloti, che lo prelevano e lo conducono al luogo dell’agognata pensione. 

Curiosità


– Il titolo originale in portoghese ha una parola in italiano: l’intento di Maselli (i cui bisnonni erano contadini del Cilento emigrati in Sud America a fine ‘800) è quello di creare un doppio senso, possibile solo nella nostra lingua, tra il giallo inteso come genere letterario-cinematografico (thriller) e il giallo come colore, come indicatore razziale dei popoli dell’estremo oriente (quale è il commissario). Chiaramente un calembour di così bassa lega è usato da Maselli, non nuovo a simili espedienti [citation needed], in modo ironico e postmoderno.

– Ghennadij Spasstov suona come la traslitterazione di Gennaro Esposito, il nome-e-cognome più diffuso a Napoli e dintorni. Ciò si spiega con le suddette origini meridionali di Maselli; e con il fatto che Esposito (=esposto) è il cognome che a Napoli si dava ai trovatelli, quale in effetti Spasstov è.

– P.J. Madden è uno dei personaggi principali del giallo Charlie Chan e il pappagallo cinese di E. D. Biggers: la figura è chiaramente modellata su quella del noto finanziare J.P. Morgan. D’altra parte, un capitano Madden compare ne Il giardino dei sentieri che si biforcano di J.L. Borges, dove il protagonista è un cinese. Il collegamento tra i due Madden non è accertato.

– Tutte le notizie riportate sulla Beringia, il continente sommerso, sono veritiere; tranne ovviamente le spedizioni paleoantropologiche sottomarine.

– Roberto de la Grieve è il protagonista de L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Il libro è in effetti centrato sul paradosso della linea del cambio di data: de la Grieve scrive della sua vicenda di naufrago, e parla anche del fratello Ferrante, cui erroneamente (o volontariamente?) Maselli attribuisce il manoscritto.

– In alcune versioni del pdf dopo l’ultimo capitolo ce n’è un altro, si suppone apocrifo. Siccome il finale sembra incompiuto, o meglio aperto, è stata inserita (dallo stesso Maselli?, un caso di auto-fan-fiction?) una ulteriore complicazione alla vicenda. L’indagine sul caso Madden sarebbe stata in effetti una trappola per incastrare Spasstov, o meglio per ritrovarlo e identificarlo come uno dei cospiratori di una società segreta, nostalgica del regime sovietico. Qui però non si capisce bene quale dovrebbe essere il collegamento: nel capitolo si accenna, o si dà per scontato, che chi conosce il manoscritto di de la Grieve sia una specie di iniziato, identificabile senz’altro come appartenente alla setta. Le argomentazioni si sfilacciano e l’impianto logico – contrariamente a quanto avviene nelle opere di Maselli – inizia a vacillare. Tanto che la più parte della critica[3] propende per l’ipotesi dell’apocrifo. 

Note


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Collegamenti esterni


Scarica il pdf della sceneggiatura


DARIO DE MARCO SI OCCUPA PRINCIPALMENTE DI LETTERATURA FANTASTICA E PIZZE FRITTE. GIORNALISTA, HA CO-FONDATO IL MENSILE GIUDIZIO UNIVERSALE E COLLABORATO CON TESTATE TROPPO NUMEROSE PER POTER STARE IN QUESTO MARGINE. HA PUBBLICATO DUE AUTOBIOGRAFIE, UNA TRAVESTITA DA ROMANZO (NON SIAMO MAI ABBASTANZA, 66THAND2ND) E UNA DA SAGGIO (MIA FIGLIA SPIEGATA A MIA FIGLIA, LIBERARIA); LA TERZA SARÀ IN FORMA DI RACCONTI.

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