Un’opera d’arte in breve: “Ave Maria”, di Maurizio Cattelan.

Marcel_Duchamp
Antesignani: Duchamp scherzava di più.

Cattelan porta l’arte oltre l’ironia obbligatoria del ‘900 e la rende humor, o arte ludica. Le sue opere, infatti, vengono definite con le parole più antipatiche dell’arte contemporanea e si applicherebbero anche a barzellette noir: “provocatorie“, “scandalose“, “controverse” eccetera. Si prenda Ave Maria ad esempio, un’installazione che gioca con le parole e le ambiguità tra chiesa e dittatura. Non fa riflettere, non si lascia ammirare, fa (forse) un po’ ridere.

Novità ○○
Bellezza ●
Divertimento ●●
Profondità

Maurizio Cattelan inizia la sua carriera a Forlì, negli anni ottanta, collaborando con alcuni artisti del luogo. Il debutto espositivo è nel 1991, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, dove presenta Stadium 1991, lunghissimo tavolo da calcetto, con undici giocatori senegalesi e altri undici provenienti dal mondo dell’arte. Le sue opere combinano la scultura con la performance, ma spesso includono eventi di tipo “happening”, azioni provocatorie, pezzi teatrali, testi-commento sui pannelli che accompagnano opere d’arte sue e non, articoli per testate. Con Paola Manfrin e Dominique Gonzalez-Foerster edita la rivista Permanent Food e, con Massimiliano Gioni e Ali Subtonick la rivista d’arte Charley. Collabora saltuariamente con la rivista d’arte contemporanea Flash Art. Nel settembre 2010 ha ideato col fotografo Pierpaolo Ferrari un altro progetto editoriale Toilet Paper. Vive e lavora tra Milano e New York. (da Wikipedia)
Photocredit: Max Braun, wikimedia. Ave Maria, 2007, Museum für Moderne Kunst, Francoforte sul Meno, Germania.

di Francesco D’Isa