Viaggio dentro Scientology



Come funziona il culto ideato da L. Ron Hubbard? E perché è così efficace nel diffondersi e trovare nuovi adepti?


In copertina: Tano Festa, CardinaLe, Asta Pananti online

di Roberto Paura

“Lei che cosa sa di Scientology?”. La domanda mi viene posta entrando nel visitor centre della sede milanese della Chiesa di Scientology: ad accompagnarmi ci sono tre scientologisti, un uomo e due donne, ben vestiti, dai modi cortesi, che si occupano delle relazioni esterne (“Affari Pubblici”) della Chiesa. La sede milanese di Scientology, pur periferica – si trova al capolinea della linea viola della metro, Bignami, al confine con Sesto San Giovanni – si fa notare facilmente. Luccicante, perfettamente integrata nell’urbanistica meneghina, la struttura di 10.000 metri quadri su quattro piani ospita quasi 250 stanze. È stata inaugurata nel 2015, alla presenza di David Miscavige, l’erede spirituale di L. Ron Hubbard, lo storico fondatore di Scientology; ma da tempo la Chiesa è radicata in Italia. La visita guidata è stata offerta ai partecipanti al convegno annuale del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni che ha sede a Torino. Rispondiamo in due, io e una sociologa che insegna a Bergamo.

Di Scientology, gli spiego al mio arrivo, non ne so molto. All’epoca avevo letto solo la prima parte del celebre libro-inchiesta di Lawrence Wright Going Clear, in Italia pubblicato da Adelphi con il titolo La prigione della fede, estremamente critico verso Scientology. Mi informano che la Chiesa ha una pagina web apposita dove ogni asserzione di Wright viene confutata, e si impegnano a farmi avere il link. Per il resto, non avevo mai nemmeno sfogliato Dianetics, il best-seller di L. Ron Hubbard da cui tutto è partito, la cui singolare copertina con un vulcano in eruzione mi era però ben nota, avendo trovato il libro nelle case di persone insospettabili. Se è vero comunque che Dianetics ha venduto, sembra, quasi 18 milioni di copie, si può ipotizzare che rientri nella top ten dei libri meno letti in assoluto, insieme alla Bibbia o a Dal Big Bang ai buchi neri di Stephen Hawking. Conoscevo però Hubbard; di lui avevo letto, anni fa, Battaglia per la Terra, la sua opera più famosa, scritta verso la fine della sua carriera. Non mi era piaciuto per niente.  

Il Fondatore

Del passato di scrittore di fantascienza di L. Ron Hubbard (1911-1986) gli scientologisti parlano con imbarazzo. “Mi fa piacere sentirla dire che come scrittore di fantascienza non era granché”, mi confessano mentre ci intratteniamo a pranzo nell’ampia sala mensa al piano interrato dell’edificio. Lo chef ha preparato per noi tagliere di formaggi e salumi, insalatone, ravioli con burro e salvia. Gli schermi sono tutti sintonizzati su Scientology Network, il canale televisivo internazionale le cui produzioni sono realizzate in uno studio cinematografico da due ettari sul Sunset Boulevard di Los Angeles. I miei anfitrioni hanno letto diversi romanzi di Hubbard, ne citano i titoli, che mi sono noti (Il tenente, Le quattro ore di Satana), ma ammettono di non essere riusciti a finire la monumentale saga in dieci volumi Missione Terra, scritta a uso e consumo degli scientologisti. “Vede, è facile che si critichi Hubbard perché scriveva fantascienza, liquidando Scientology come un’invenzione”, mi spiegano. 

A volte lo chiamano Hubbard, più spesso “il Fondatore”. Negli Stati Uniti è diffuso (e registrato come marchio commerciale) anche l’acronimo LRH. Su di lui è stato scritto tutto e il contrario di tutto: di certo, come tanti giovani che crebbero nell’America degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, fece molte esperienze avventurose, come pilotare aeroplani o comandare bizzarre spedizioni navali. I video didattici che il visitor centre mostra agli ospiti sono prettamente agiografici: si racconta che Hubbard già a tre anni era in grado di cavalcare, che anche quando era nei Boy Scout si distinse con molte medaglie, che durante la Seconda guerra mondiale catturò, da comandante di vascello, diverse navi nemiche. Lo stesso Hubbard, quand’era in vita, cercò di costruire una “leggenda aurea” che omettesse le parti della sua carriera meno brillanti; ma molte cose, per esempio i registri dei suoi esami universitari, ci sono rimasti, e mostrano uno studente ben poco diligente. Hubbard aveva però un grande talento: una prodigiosa facilità di scrittura. Passava intere giornate a battere a macchina e poteva sfornare, all’apice della sua carriera di autore di racconti e romanzi pulp, più di una storia al giorno. Pur scrivendo di avventura, giallo, thriller, spionaggio, si fece un nome soprattutto nella fantascienza. 

A prenderlo sotto la sua ala protettiva fu John W. Campbell, il giovane e istrionico direttore di Astounding Stories. Su quella rivista erano uscite le space opera di Jack Williamson, di Alfred Eton Van Vogt, di Robert Heinlein e di Isaac Asimov. Campbell ammirava di Hubbard non solo la sua facilità di scrittura, ma anche le sue idee. Se si leggono le storie americane di fantascienza nell’età d’oro tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, un topos ricorrente è quello dei poteri mentali. In quell’epoca, il tema dei poteri ESP (Extra-sensory perception, poteri extrasensoriali) negli Stati Uniti è dilagante. Molte persone che bazzicano il milieu al confine tra scienza e fantascienza sono persuase che cose come la telepatia o la chiaroveggenza siano possibili e che la scienza presto ne scoprirà le proprietà. Slan (1940) di A.E. Van Vogt racconta di una specie umana del futuro dotata di poteri paranormali. L’uomo disintegrato (1952) di Alfred Bester è la storia di una società di telepati con diversi livelli di accesso alla mente inconscia. Nascita del superuomo (1953) di Theodor Sturgeon racconta del gradino successivo dell’evoluzione umana grazie all’uso di poteri mentali per rafforzare l’empatia. Nei racconti della Fondazione di Isaac Asimov compare a un certo punto “il Mulo”, un mutante dotato della capacità di leggere e manipolare le menti altrui. 

Non sono solo trovate fantascientifiche. Secondo una testimonianza di Harlan Ellison, un giorno, durante un meeting di giovani scrittori di fantascienza a New York, Hubbard si lamenta con i colleghi della modesta paga che offrono le riviste di settore. Lester del Rey, che sarebbe poi diventato un celebre editor, replica che il vero modo per far soldi sia fondare una nuova religione; e subito tutti iniziano a buttar giù idee per costruire una religione inventata. Che sia un aneddoto vero o meno (Ellison era noto per le sue spacconate), certo è che del Rey non aveva tutti i torti. Tra le tante nuove religioni fondate in quegli anni in America sulla scia del New Thought, il “Nuovo Pensiero” il cui fondamento è che sia possibile controllare i poteri della mente per ottenere benessere e prosperità, c’è la Scienza Cristiana e la Chiesa della Scienza Divina, entrambe di matrice cristiana, alla fine dell’Ottocento, e la Scienza Religiosa fondata negli anni Venti da Ernest Holmes, autore del libro La scienza della mente (1926). Tra gli elementi in comune c’è la convinzione che la scienza possa dimostrare alcune profonde convinzioni delle religioni, in particolare la “preghiera affermativa”, secondo cui chiedendo ad alta voce qualcosa la si otterrà, e la “legge di attrazione”, che più recentemente il best-seller di Rhonda Byrne The Secret – Il segreto (2006) tornerà a rendere popolare spacciandola per legge scientifica.  

Vincenzo Cabianca, “Monahina”

La scienza della mente

Nel maggio 1950 sulle pagine di Astounding appare il primo articolo sulla dianetica, la nuova scienza della mente fondata da Hubbard. Alla fine dell’anno esce Dianetics, un libro di oltre seicento pagine che introduce la rivoluzionaria scienza hubbardiana. Com’egli racconterà, alla base di tutto c’è un’esperienza mistica. Nel Capodanno del 1938, durante un’estrazione dentaria, un eccessivo dosaggio di anestetico lo porta a un passo dalla morte. Si vede allora uscire dal corpo (un tipico caso di quelle che saranno poi definite near-death experience, esperienze pre-morte) e raggiungere una sorta di dimensione astrale superiore dove, in pochi istanti, acquisisce la conoscenza della verità suprema. Curiosamente, oltre trent’anni dopo un altro scrittore di fantascienza sperimenterà una condizione simile: Philip K. Dick. Anche lui, sotto l’effetto di un anestetico a causa di un’estrazione di un dente, ha un’esperienza mistica da cui nascerà l’enorme ricerca confluita nei romanzi della trilogia di Valis e nel suo diario L’Esegesi, di taglio spiccatamente gnostico. Dick non fonderà né una scienza né una religione, ma forse solo perché era arrivato troppo tardi.

La verità appresa da Hubbard è racchiusa nella “prima legge della Dianetica”: sopravvivi! Tutto qui. La dianetica è la scienza che consente di arrivare allo stato di illuminazione, chiamato Clear. Un “clear” è una persona che ha superato i suoi blocchi mentali ed è in grado di realizzare appieno il suo potenziale, “sbloccando” anche poteri nascosti, dal potenziamento dei sensi alla possibilità di eseguire a mente in pochi istanti calcoli prodigiosi. Ognuno di noi possiederebbe dei blocchi, chiamati “engrammi”, che altro non sarebbero se non registrazioni di episodi traumatici da parte dell’inconscio, che Hubbard definisce “mente reattiva”. La mente reattiva si limita a registrare passivamente all’interno delle cellule ciò che esperisce; le registrazioni negative sono, nella dianetica, la fonte delle malattie tanto mentali quanto fisiche. Ne consegue che, raggiungendo lo stato di “clear”, una persona potrebbe riuscire a guarire da qualsiasi patologia. Per farlo c’è bisogno di salire nella Scala di Tono, dal livello zero (quello dell’apatia) al livello quattro (felicità e benessere). Il terapista che guida questo percorso è chiamato auditor. Prima di Scientology, quando – come vedremo – sarà introdotto uno strumento apposito per l’auditing, Hubbard elabora un complesso quanto vago procedimento terapeutico chiamato reverie, che ha molti tratti in comune con l’ipnosi. Attraverso questo processo, il paziente ricostruisce i suoi engrammi e li risolve, sostituendo al dominio della mente reattiva quello della “mente analitica”. 

Con Dianetics, in realtà, Hubbard non intende fondare una religione. Il suo obiettivo è annunciare la nascita di una nuova scienza. La dianetica, scrive, è “una scienza organizzata del pensiero costruita su assiomi definiti: definizioni di leggi naturali dell’ordine di quelle delle scienze fisiche”. Nel libro cita continuamente “esperimenti effettuati in laboratorio” che dimostrerebbero i poteri della mente descritti nell’opera, senza mai fornirne alcuna prova. Nondimeno, il successo è tale da spingerlo a creare una fondazione. Lo scopo è di istituire in tutti gli Stati Uniti dei centri che utilizzino i metodi della dianetica in alternativa alla psicoterapia e alla psichiatria tradizionali, che Hubbard bolla come scienze marxiste fondate sul materialismo e la negazione dell’esistenza dell’anima. A.E. Van Vogt sarà tra i primi a lasciare temporaneamente la carriera di scrittore per dirigere la sede californiana di Dianetics, persuaso che Hubbard sia davvero prossimo a rivelare una nuova scienza. Dopo un successo iniziale, tuttavia, Hubbard si trova a fare i conti con la realtà. Né l’American Psychiatric Association né l’American Psychological Association né tantomeno l’American Medical Association prendono sul serio la sua richiesta di sottoporre a verifica le “scoperte” della dianetica. L’obiettivo di ottenere un riconoscimento della dianetica come disciplina medico-scientifica naufraga. È necessario un piano B.   

La svolta religiosa

Si è discusso a lungo sui rapporti tra Hubbard e l’esoterista Aleister Crowley, la “Grande Bestia”, fondatore del culto gnostico di Thelema e della setta dell’Ordo Templi Orientis (O.T.O.). La Chiesa di Scientology nega recisamente ogni contatto, anche se lo studioso Lawrence Sutin nella sua biografia di Crowley (Fa ciò che vuoi, 2000) sostiene che i due si conobbero nel 1945. Crowley, però, avrebbe poi rotto con Hubbard, avvertendo i membri dell’O.T.O. che Hubbard rappresentava un grave pericolo per la setta. Certo è che Hubbard frequentò negli anni Quaranta Jack Parsons, l’ingegnere aerospaziale che negli Stati Uniti era il principale discepolo di Crowley (su cui di recente è stata realizzata la serie televisiva della CBS Strange Angel): prese parte ai culti della Loggia Agape, la sezione americana dell’O.T.O. guidata da Parsons, che includevano anche orge rituali. Secondo Scientology, Hubbard era lì per conto dell’intelligence americana, che teneva d’occhio Parsons. Un’asserzione che, pur non suffragata alcuna prova, potrebbe giustificare l’avvertimento di Crowley ai suoi discepoli sul conto di Hubbard.

L’influenza di questi contatti inizia a farsi evidente nell’aprile 1953, quando L. Ron Hubbard butta giù trenta punti che chiama I fattori, “somma delle considerazioni e delle indagini sullo spirito dell’Uomo e sull’universo materiale, portate a compimento fra il 1923 e il 1953 d.C.”, in cui esplicita la sua svolta religiosa. Si tratta di affermazioni estremamente vaghe, criptiche, di tipo misterico, ma di chiaro sapore gnostico: “Prima dell’inizio c’era una Causa e l’unico scopo della Causa era la creazione di un effetto”, recita il primo punto. L’idea di fondo è che l’universo che percepiamo sia il frutto di un accordo tra molteplici punti di vista, per cui, di fondo, è illusorio. Con la nascita di Scientology, l’universo fisico verrà ribattezzato MEST, acronimo di Materia, Energia, Spazio e Tempo, un riferimento alla cosmologia di Albert Einstein. “La realtà è il modo in cui appaiono le cose. La realtà è apparenza”, afferma in Scientology. I fondamenti del pensiero (1956), testo fondante della nuova religione. Più esplicitamente, il termine “Scientology”, che significa “la scienza del sapere” (fusione del latino scientia e del greco logos), è un esplicito riferimento al concetto di conoscenza (dal greco gnosis) dello gnosticismo. 

Se in Dianetics Hubbard dichiarava esplicitamente che la sua scienza non aveva nulla a che vedere con la memoria prenatale e quindi con l’ipotesi di ricordi provenienti da vite precedenti (“La dianetica ha a che fare con la citologia e la biologia”), intorno al 1954 ha ormai cambiato idea. Crowley era fissato con le vite passate, e così un famoso mentalista americano, Edgar Cayce, il “profeta dormiente”, che millantava di ricordare tramite ipnosi le sue innumerevoli vite passate, fino all’epoca di Atlantide. Hubbard sostiene di aver ricostruito, attraverso le pratiche della dianetica, esistenze passate dei suoi pazienti fino a miliardi di anni prima. Quando propone di inserire nella dianetica un esplicito riferimento alla metempsicosi, tuttavia, il consiglio di amministrazione della fondazione rifiuta: significherebbe abbandonare ogni pretesa di scientificità. È l’occasione, per Hubbard, di passare al piano B. Nel 1955, a Washington DC, viene istituita formalmente la Chiesa di Scientology.   

Tano festa, Cardinale, Asta Pananti online

I fondamenti di Scientology

Nei video che gli scientologisti mi mostrano durante la visita a Milano, una parte importante riguarda il “Credo” di Scientology, ma anche la simbologia. Il simbolo di Scientology è una croce, che però paradossalmente non ha nulla a che vedere con la croce cristiana: le otto punte, mi spiegano, rappresentano le Otto Dinamiche che, secondo L. Ron Hubbard, costituiscono l’essenza della vita. La prima riguarda l’esistenza come individui, la seconda la sopravvivenza attraverso la procreazione e l’armonia familiare, la terza l’esistenza come gruppo (scuola, società, città, nazione), la quarta come genere umano, la quinta dinamica è “la spinta verso l’esistenza del regno animale”, la sesta l’armonia con l’universo fisico, la settima riguarda l’esistenza dello spirito (il Thetan), e infine l’ottava dinamica – il cui numero 8 è anche, in forma rovesciata, il simbolo dell’infinito, centrale in Scientology – riguarda Dio, o l’Essere Supremo. Curiosamente, questa è l’unica volta che Dio fa capolino nella religione scientologica. 

Il Credo, scritto da Hubbard nel 1954 sempre con l’intento di enfatizzare la svolta religiosa della vecchia dianetica, non si apre, come il Credo cristiano, con l’affermazione dell’esistenza di Dio, ma con una sentenza che sembra uscita dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo: “Credo che tutti gli uomini di qualunque razza, colore o credo siano stati creati con gli stessi diritti”. Il secondo punto, sorprendentemente per una religione, afferma il diritto alla libertà religiosa, in base al quale in Scientology possono entrare anche cristiani, buddisti, e praticanti di altre fedi. Dio compare solo all’undicesimo punto, quasi en passant, quando si afferma che “nessuna forza inferiore a Dio” ha il potere di negare i diritti precedentemente espressi.

L’altro simbolo centrale nella teologia di Scientology è il triangolo ARC, acronimo di “Affinità” (usato qui per empatia o amore), “Realtà” e “Comunicazione”. L’Affinità richiama le Otto Dinamiche e l’importanza di costruire relazioni equilibrate ed empatiche con gli altri esseri viventi; la Realtà è un richiamo all’universo MEST; ma è la Comunicazione l’aspetto più importante. La realtà, infatti, si forma comunicando empaticamente. Scientology offre un corso apposito per imparare a padroneggiare le tecniche di comunicazione, in grado di “modificare la realtà”.

C’è infine l’anima, il Thetan, che è immortale e può reincarnarsi. Come nei culti gnostici, l’anima è “imprigionata” nel corpo fisico. Va risvegliata attraverso l’auditing che permette di passare dallo stato di Pre-clear allo stato di Clear, intraprendendo quindi il percorso iniziatico detto Ponte della Libertà Totale (più comunemente, “Ponte”), costituito dai diversi livelli O.T., acronimo di Operating Thetan (Hubbard aveva una passione per gli acronimi). Si conoscono ufficialmente otto livelli O.T. Il contenuto del terzo livello è molto noto al grande pubblico a causa di una grave fuga di notizie che avvenne in seguito al sequestro di documenti riservati della Chiesa da parte del F.B.I. nell’ambito di un’operazione contro Scientology: è la storia di Xenu, il tirannico imperatore della Confederazione galattica, formata da settantasei pianeti e ventisei stelle, la cui civiltà era del tutto identica, curiosamente, a quella dell’America degli anni Sessanta (comprese navicelle spaziali identiche a jet DC-8). Settantacinque milioni di anni fa, nel corso di una spaventosa guerra, Xenu imprigionò i Thetan dei suoi nemici in corpi di ghiaccio e li gettò nelle bocche vulcaniche della Terra, bombardandoli poi con armi atomiche. Ma i Thetan, in quanto immortali, si reincarnarono, e noi esseri umani ne saremmo i discendenti. Ovviamente è una storia di cui gli scientologisti non discutono, essendo parte delle loro conoscenze esoteriche; è verosimile che la usino come mitologia allegorica, alla stregua del racconto della Genesi biblica. Ma è una delle ragioni per cui la fervida quanto bizzarra immaginazione da scrittore di fantascienza di Hubbard crea talvolta imbarazzo.  

Tra scienza e religione

Secondo Lawrence Wright, una delle strategie della Chiesa di Scientology per ottenere il riconoscimento come religione nei diversi paesi in cui opera – essenziale soprattutto per garantirsi le esenzioni fiscali – è quella di corteggiare i sociologi delle religioni, “offrendo loro visite guidate alle sedi dell’organizzazione e consentendogli di intervistare membri della Chiesa istruiti a dovere”. Wright sostiene che molti di questi specialisti dei cosiddetti nuovi movimenti religiosi (termine usato al posto di quello di “setta”, considerato spregiativo e quindi sociologicamente scorretto) “vengono spesso remunerati per testimoniare in tribunale a favore di queste organizzazioni”.

Nel 1996 Massimo Introvigne, il direttore del CESNUR, al cui convegno ho partecipato a Torino è stato chiamato a testimoniare pro bono a favore di Scientology al tribunale di Lione nel corso della causa intentata dalla Chiesa per ottenere (senza successo) il riconoscimento giuridico di religione dal governo francese. C’è un intero sito tradotto in italiano, www.scientologyreligion.it, in cui la Chiesa pubblica le perizie di “autorevoli esperti mondiali” sul riconoscimento di Scientology come religione. Nella pagina “Vittorie epocali per la libertà religiosa”, una grande foto celebra il riconoscimento dell’esenzione fiscale da parte dell’IRS (l’agenzia delle entrate americana), frutto di una grande battaglia combattuta dal leader David Miscavige. In Italia l’esenzione fiscale è stata concessa nel 1998, ma Scientology non ha mai ottenuto la possibilità di beneficiare dell’otto per mille. Il dubbio è quindi lecito: tutta questa propaganda a favore del riconoscimento di Scientology come religione dimostra che la svolta religiosa di Hubbard fosse motivata dal solo obiettivo di ottenere esenzioni fiscali per gli enormi introiti del suo progetto, a partire dalle vendite dei suoi libri? Per tutta la sua vita, in effetti, Hubbard oscillerà tra scienza e religione. Continua a sostenere che Scientology sia scienza, “uscita dallo stesso crogiolo da cui è uscita la bomba atomica”, che deriva “dalla fisica nucleare, dalla matematica superiore”, ma anche “dalla comprensione delle antiche filosofie orientali”. Dichiara che nella sede centrale di Washington “esiste un enorme archivio, dove sono classificati migliaia e migliaia di rapporti di casi completamente convalidati e autenticati, che attestano la precisione scientifica di Scientology”. Ma nell’edizione 2007 di Scientology. I fondamenti del pensiero, l’affermazione secondo cui “non ci sono principi in Scientology che non possano essere dimostrati con procedure interamente scientifiche” viene espunta, mentre altri quattro riferimenti al termine “scienza” vengono cancellati, in due casi sostituiti dalla parola “religione”. Ai tempi della dianetica, Hubbard scriveva al collega scrittore Robert Heinlein: “Non è contro la religione, si limita ad abolirla… È scienza, ragazzo, scienza!”. Ma in una lettera del 1953 a uno dei dirigenti della fondazione scrive: “Fratello, questa è religione, non scienza della mente!”.  

Cos’è davvero Scientology?

Nel corso della mia visita a Milano, l’insistenza sull’aspetto religioso è ricorrente, anche se a volte gli stessi scientologisti che mi accompagnano tendono involontariamente a minimizzarlo. Nella loro quotidianità, le cerimonie settimanali (che si tengono in un grande auditorium) rivestono rilievo inferiore rispetto all’impegno individuale nel cercare di procedere lungo il Ponte. Non ci sono riti particolari per il battesimo o per il matrimonio; le letture e i “sermoni” sono perlopiù propedeutici al percorso di auditing, che a sua volta sembra solo una versione più coreografica della mindfulness oggi tanto di moda. Altre volte appare invece come una psicoterapia sui generis, sul vecchio modello della dianetica: al primo piano della struttura c’è anche una sala di attesa dove i “pazienti” attendono il loro turno per i colloqui con gli auditor

A tratti si ha anche l’impressione di trovarsi in una sede del Rotary o del Lions Club, organizzazioni filantropiche che fungono spesso da paravento per lobby esclusive a cui si accede su invito, parenti alla lontana della vecchia massoneria: ovunque sono stipate coppe, diplomi, foto incorniciate, riconoscimenti per le numerose attività di beneficenza che Scientology opera anche in Italia attraverso le sue organizzazioni affiliate. Tra queste spiccano l’Association for Better Living and Education, impegnata nel contrasto alla dipendenza da droga; il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, il cui fine principale è contrastare gli abusi della psichiatria, vecchia bestia nera di Hubbard; l’associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani, braccio della Gioventù per i Diritti Umani, che realizza progetti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. All’ultimo piano, dietro i vetri di un’aula, vedo una ragazza che lavora con la plastilina. Scientology ha un suo metodo di apprendimento, utilizzato in appositi istituti, le Scuole Delphi. L’idea è che le difficoltà di apprendimento dello studente derivino dalla “assenza di massa”, ossia dal fatto che si trova a studiare concetti astratti che non ha davanti agli occhi. Usando creta o plastilina lo studente è invitato a creare una copia dell’oggetto di studio, per facilitarne la comprensione. Da questo punto di vista si potrebbe anche affermare che Scientology sia un centro di formazione sui generis come le scuole di lingue Berlitz, eleganti ed esclusive, che propongono metodi di apprendimento rivoluzionari, o organizzazioni sul potenziale umano come “Genio in 21 giorni”, che offrono corsi di memoria o lettura veloce a prezzi esorbitanti, propagandati da giovani sorridenti che promettono risultanti strabilianti. 

Quasi verso la fine della visita mi viene finalmente mostrato l’E-Meter. Questo strumento che sembra uscito da un film di fantascienza retrò è la principale innovazione introdotta da Hubbard alla dianetica. Insoddisfatto dall’eccessiva fumosità della reverie, con l’E-Meter Hubbard realizza il suo sogno di una scienza quantificabile della mente umana. “L’E-Meter è scienza, ma è anche un oggetto liturgico”, mi spiegano gli scientologisti. Il soggetto che viene audito deve stringere i due elettrodi che sono collegati a una specie di contatore Geiger. Mentre l’auditor pone delle domande, simili a quelle dello psicoterapeuta, l’ago va su e giù. L’auditor sa interpretare i movimenti dell’ago e riconoscere la presenza di “masse” mentali (gli engrammi della dianetica) su cui lavorare. Quando afferro gli elettrodi, mi viene chiesto di pensare a qualcosa. L’ago ondeggia impazzito a destra e a sinistra ed è necessario muovere delle manopole per stabilizzarlo. Nessuno si azzarda a darmi un responso: stando a Lawrence Wright, “chiunque manifestasse una simile reazione era ritenuto un soggetto psicotico, che aveva senza alcun dubbio commesso crimini contro Scientology”. Comunque, al termine della prova i miei accompagnatori non si sottraggono dall’offrirmi un buon caffè al bar della struttura.   

Scientology al tempo della spiritualità fai-da-te

Prima di lasciarci, gli scientologisti mi regalano due libri. Non sono tesi di Hubbard o materiali promozionali, ma pubblicazioni di studiosi. Il primo è Anateismo conteporaneo, una collettanea curata da Luigi Berzano, presidente del CESNUR, celebre sociologo dei nuovi movimenti religiosi. Il secondo è Scientology. Libertà e immortalità di Aldo Natale Terrin, professore emerito dell’Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina a Padova. Curiosamente, sia Berzano che Terrin sono anche preti cattolici. Il libro curato da Berzano racchiude gli atti di un convegno promosso dalla Chiesa di Scientology in Italia, interessata a promuovere la definizione di “ana-teismo” proposta dal filosofo irlandese Richard Kearney, una terza via tra il “teismo dogmatico” e l’ateismo militante, che ben si applicherebbe a quelle realtà che ammettono “di non conoscere effettivamente nulla di Dio” ma che contribuiscono “a ripristinare la presenza del sacro nella carnalità dell’esistenza terrena”. Il libro di Terrin difende invece a spada tratta la tesi secondo cui Scientology sarebbe una religione di derivazione gnostica. 

Anche se è un tema di cui mi occupo, non sono un esperto di religioni. Sono però abbastanza esperto di pseudoscienza per cercare di rispondere a una domanda che mi sembra più interessante: Scientology è una pseudoscienza? Mi sembra di poter concludere che sia più una pseudoscienza che una religione. È indubbia l’insistenza di Hubbard sulla scientificità dei principi alla base della Chiesa, e anche gli scientologisti ribadiscono a più riprese che le pratiche di Scientology non sono fumose come quelle di altre religioni, ma “verificabili”. Quest’insistenza sulla verificabilità è la spia che, nel XXI secolo, l’unica cornice epistemologica vincente resta quella della scienza. Se ancora alla metà del secolo scorso Hubbard poteva ritenere che l’ennesimo revival religioso in corso negli Stati Uniti spingesse verso la trasformazione della dianetica in una religione, i fatti hanno dimostrato che avrebbe fatto meglio a non spingersi fino a questo punto. La mancata riconoscibilità di una pseudoscienza da parte della comunità scientifica non ha mai impedito ai suoi promotori di proseguirne lo sviluppo e la diffusione. Se i sostenitori della meditazione trascendentale non riescono a pubblicare su riviste scientifiche, si sono fatti le loro riviste; se non riescono a partecipare ai convegni scientifici, hanno creato i loro convegni, imitando stile e metodologie della scienza “ufficiale”. I temi del New Thought, come la legge di attrazione, sono ritornati oggi non in forma di religione, ma di pseudoscienza fondata su versioni popolari della meccanica quantistica. I presunti poteri della mente alla base delle religioni che precedettero Scientology sono oggi divulgati dal filone della “mente quantistica”: il medico indiano Deepak Chopra, autore di best-seller internazionali, scrive di guarigioni operabili attraverso i segreti della mente quantistica; non ha avuto bisogno, come Hubbard, di sostituire alla promessa di “salute” della sua scienza la promessa di “salvezza”. 

In Scientology. I fondamenti del pensiero, Hubbard parla di biofisica e della scoperta “che intorno al corpo esisteva un campo elettrico costante, totalmente indipendente ma influenzabile dalla mente umana”. Oggi buona parte della pseudoscienza New Age, dalla cristalloterapia ai Chakra, si basa su un’idea analoga. Se fosse rimasta una “scienza”, la dianetica e Scientology probabilmente si sarebbero assicurate il successo nel XXI secolo. Oggi invece Scientology deve combattere una battaglia di retroguardia per difendere il suo diritto a essere considerata una religione, affrontando le mille accuse che vengono formulate quasi sempre dai suoi fuoriusciti (curiosamente, sia il primo figlio di Hubbard, sia il padre e la nipote di David Miscavige, hanno scritto libri molto duri contro i leader e la Chiesa). C’è chi dice che la Chiesa sia in crisi e che abbia perso la sua presa su nomi illustri come Tom Cruise e John Travolta senza riuscire a reclutare nuove star (ma starebbe puntando ora su Bollywood). Scientology non fornisce cifre sui suoi membri. A Milano mi parlano di circa tre milioni di persone che hanno avuto a che fare a vario titolo con la Chiesa in Italia, magari comprando Dianetics o semplicemente fornendo la loro e-mail a qualche promoter in strada. 

In un’intervista risalente al 1969, lo scrittore William Burroughs, che era stato un seguace di L. Ron Hubbard, mostrò di avere le idee ben chiare sul problema di fondo di Scientology: “Hanno un sacco di dati molto precisi sulle parole e gli effetti che producono: una vera scienza della comunicazione. Ma credo che il modo in cui li presentano sia spesso stato deplorevole, e che una scienza, un insieme di conoscenze, sia irrimediabilmente viziata da una politica dogmatica”. Ciò è tanto più vero oggi, dove l’ascesa di quella che i sociologi chiamano “spiritualità senza religione” spinge ad adottare tecniche come la meditazione buddista o la preghiera cristiana al di fuori dei suoi contesti originali, da parte di persone che, nel grande supermercato della fede, prendono liberamente quel che trovano più in linea con il loro sentire ma senza dover accettare le imposizioni delle religioni organizzate. Come per una sorta di legge del contrappasso, Scientology, nata prendendo a prestito concetti dalle vecchie religioni, dalla pseudoscienza, dal New Thought, dalla controcultura e persino dall’occultismo, è forse destinata a inseminare nuove forme di spiritualità alternativa. Oggi movimenti del potenziale umano o dello sviluppo personale fanno promesse molto simili a quella della vecchia dianetica; il revival New Age propone esperienze extracorporee simili a quelle che Hubbard disse di aver sperimentato; nuove tecniche di guarigione attraverso la meditazione godono di più ampia popolarità.

In tutte le sedi di Scientology c’è una stanza con un arredamento singolare: è la ricostruzione dello studio di L. Ron Hubbard, una replica che, secondo alcuni, è tenuta pronta a ricevere Hubbard quando ritornerà sulla Terra. Ma ho il sospetto che, se si sia davvero reincarnato in questo mondo, il thetan di L. Ron Hubbard non abbia scelto di farlo in un seguace di Scientology, ma in qualche nuovo eretico, all’opera in qualche strano angolo del pianeta, che si sta divertendo a immaginare qualche nuova teoria scientifica alternativa da annunciare al mondo.


A seguito della pubblicazione di questo articolo riceviamo e pubblichiamo volentieri una replica di Luigi Brambani, dell’Ufficio Affari Pubblici della  Chiesa Nazionale di Scientology d’Italia e un articolo del Prof. Silvio Calzolari, professore di Storia delle Religioni orientali presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (I.S.S.R) della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.


[…] Poiché credo che ogni persona abbia il sacrosanto diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, non è mia intenzione polemizzare riguardo alle conclusioni del dott. Paura, tuttavia credo pure che per conoscere qualcosa bisognerebbe in primo luogo liberarsi dai pregiudizi così da poter osservare serenamente ciò che si vuole osservare.

Temo purtroppo che in questo caso il dott. Paura sia rimasto ancorato al suo pregiudizio iniziale, lo stesso che lo ha portato a leggere un libro critico prima di consultare un testo ufficiale di Scientology o di Dianetics. Ciò è anche dimostrato dal fatto che ha riportato molte delle trite e ritrite leggende metroplitane che si trovano facilmente nel web, leggende smentite da tempo da osservatori seri e imparziali.

 Ce ne faremo una ragione, ma intanto mi preme segnalare i seguenti fatti.

Scientology è presente in Italia da oltre 45 anni e ora ha 13 chiese e 20 missioni che si occupano della crescita spirituale di diverse migliaia di cittadini di ogni età, ceto sociale  e professione.

In Italia vi è ormai un consolidato orientamento giurisprudenziale che ha riconosciuto la natura religiosa di Scientology e la piena legalità delle attività delle sue chiese e missioni.

Autorevoli rappresentanti del mondo accademico sono giunti alle medesime conclusioni.

Uno studio terzo, approfondito e scientifico, sui principi, pratiche, riti e finalità di Scientology è stato pubblicato nel 2017 dall’Editrice Morcelliana col titolo “Scientology. Libertà e immortalità”. E’ stato scritto dal professor Aldo Natale Terrin, docente emerito dell’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova e autore di oltre 40 opere sulle antiche e nuove forme di spiritualità e religiosità.

In essenza Scientology è lo studio della conoscenza e include certe verità fondamentali che possono essere così riassunte:

        – l’uomo è un essere spirituale la cui esistenza si estende oltre l’arco di una singola vita;
        – lo spirito è dotato di capacità che sono ben al di là di ciò che normalmente si crede;
        – l’uomo non solo è in grado di risolvere i propri problemi e di raggiungere i propri obiettivi e una felicità duratura, ma anche di raggiungere stati di consapevolezza spirituale dei quali non avrebbe mai sognato l’esistenza ;
        – l’essere umano è fondamentalmente buono e la sua salvezza dipende da se stesso, dagli altri e dal raggiungimento del senso di fratellanza con l’universo.

Gli scientologist credono che il principale diritto sia quello di aiutare e per questo hanno formato gruppi per promuovere la cultura per una vita libera dalla droga, per far conoscere i diritti umani, per far rispettare quelli di coloro che sono ricoverati in ambiente psichiatrico e hanno costituito un gruppo di volontari iscritto nel registro nazionale della protezione civile che ha portato aiuto, insieme a tutti gli altri, in occasione dei terremoti del Molise, dell’Abruzzo , dell’Emilia Romagna e quello che ha distrutto Amatrice.

 Per questo tutte le opinioni finiscono di fronte all’evidenza, evidenza che è più forte di qualsiasi critica, l’evidenza di quelle molte migliaia di italiani che in Scientology hanno trovato il loro percorso verso la Verità e la salvezza.

Luigi Brambani


SCIENTOLOGY : Una via verso la libertà spirituale

La psicologia moderna sembra avere una visione storica piuttosto miope. Comunemente infatti ritiene che il desiderio di avventurarsi nel pianeta della mente umana sia sorto in Europa e in America solo alla fine del secolo scorso. Ma la psicologia (dal greco “psyché”, anima o spirito e “logos”, cioè: “ studio di”) affonda le sue radici nella filosofia e nei grandi sistemi religiosi.

Ogni principale religione del mondo racchiude al suo interno una scienza della mente: nell’ebraismo abbiamo la Kabala, nell’islamismo vi sono i Sufi, nel cristianesimo gli esercizi spirituali di Sant’Ignazio Loyola e di meditazione degli ordini monastici; nel Buddhismo abbiamo invece l’ “Abidharma”, un completo sistema psicologico che descrive dettagliatamente i vari funzionamenti di percezione, cognizione, emozione e motivazione.

Non c’è stato filosofo o pensatore che non si sia cimentato con i dilemmi della mente e della sua natura. Platone, Lao Tse, Confucio, Buddha, S. Tommaso d’Aquino, Pascal, Spinoza, Leibniz, solo per citarne alcuni, hanno cercato di dare una soluzione al problema di come l’uomo conosce se stesso ed il mondo. Anche Goethe può essere annoverato tra questi precursori.

Con Wilhelm Wundt (1832 – 1920), dell’Università di Lipsia, la psicologia divenne in maniera singolare uno studio dello spirito che negava lo spirito: ogni legame con l’antica scienza interiore fu troncato e l’uomo fu concepito, in nome del principio che non esisteva alcun spirito, come un animale privo di anima. Per Wundt tutto è organico, Dio è “una sintesi psichica tardiva” e Cristo è “una espressione simbolica della vita religiosa, che non ha alcuna qualità soprannaturale”.

Le cose sono poi in parte lentamente cambiate, e anche se molti psicologi e psichiatri concordano ancora con le teorie organiciste (dall’epifenomenalismo al monismo psico-fisico, fino  al cosiddetto materialismo emergentista), si è cercato da più parti di far uso di ogni genere di discipline e di esperienze disponibili (anche di natura religiosa, come le ricerche sulla meditazione e per la medicina comportamentista) per proporre nuovi sistemi di benessere mentale.

In quest’ottica va inquadrata” Dianetics” (dai vocaboli greci: “dia” attraverso e “nous” anima o mente, lo studio propedeutico a” Scientology”) presentata dal suo fondatore, Lafayette Ron Hubbard (1911-1986), come lo studio e il trattamento di ciò che l’anima fa al corpo..

Per Hubbard la mente può essere strumento di salute e di malattia, di felicità o di infelicità, e il suo funzionamento va messo in relazione a fatti che spesso non sembrano spiegabili, ma la cui spiegazione deve essere considerata immanente alla mente stessa.

L. Ron Hubbard nacque il 13 marzo del 1911 a Tilden, nel Nebraska (USA). Fu scrittore di successo e ciò gli permise di vivere e di finanziare le sue ricerche, ma fu anche un grande viaggiatore (è del 1927 il suo primo viaggio in Estremo Oriente), studioso di culture primitive, fotografo, pilota di aerei e capitano di vascello. Studiò ingegneria alla George Washington University e partecipò a uno dei primi corsi di fisica nucleare tenuti negli Stati Uniti.

Le sue ricerche sulla mente, lo spirito e la vita iniziarono presto. La lunga fase di preparazione e di studio delle sue idee ebbe come retroterra l’analisi accurata della mentalità di ben 21 gruppi etnici, delle psicologie e delle tradizioni religiose, dal Buddhismo  al Cristianesimo. Queste ricerche furono in seguito integrate dalle informazioni sui fenomeni molecolari e dalla metodologia scientifica.

Il 9 maggio 1950, con il libro “Dianetics, la forza del pensiero sul corpo”, Hubbard presentò pubblicamente le sue scoperte sulla mente. Per l’impostazione globale, all’inizio di carattere quasi esclusivamente terapeutico, la nuova dottrina si presentò come una scienza vera e propria verificata attraverso numerosi esperimenti condotti su volontari. Dei risultati fu informata anche l’Associazione Americana degli Psicologi (13 aprile 1949) che non dimostrò interesse per i lavori in svolgimento.

Per la nuova scienza esisteva un dialogo simmetrico tra il corpo e la psiche; e la mente  (tramite la memoria) era manifesta al centro di ogni attività. Il corpo, in quest’ottica, era come un riflesso perfetto delle condizioni della mente, che doveva essere mantenuta sempre vigile ed in perfette condizioni. Hubbard si propose così di rispondere al perché a volte la mente umana non funzionasse, o funzionasse male e perché talvolta fosse causa di comportamenti irrazionali o addirittura di disturbi fisici o psicosomatici. Nulla lasciava supporre, a quel tempo, che Hubbard avesse previsto la nascita di una dottrina e di una pratica religiosa.

Tuttavia, come giustamente scrive lo storico delle religioni Bryan R. Wilson, dell’Università di Oxford: “La pratica terapeutica ha spesso manifestato la capacità di acquisire affiliazioni metafisiche e religiose, come, in modi differenti, si può notare nella Scienza Cristiana, nel movimento del New Thought e nelle tecniche Yoga” [Scientology: Analisi e studio comparato delle sue dottrine e sistemi religiosi, Freedom Publishing, Los Angeles, pagg. 21-22].

D’altra parte è anche vero che molte religioni tradizionali hanno talvolta sviluppato attività che si occupano di guarigione e anche di sanità mentale (si veda il Buddhismo).

Così, in “Scientology, i Fondamenti del Pensiero”, Hubbard delineò i principi chiave della religione. Il libro, che risale al 1956, era destinato a essere la presentazione più completa dei principi di base di un pensiero rivolto, come ha affermato l’autore stesso, alla “liberazione dell’anima tramite la saggezza”.

Hubbard presentò Scientology nel 1952, come una religione che proponeva un percorso di elevazione spirituale che cercasse di liberare l’essere umano dai fattori che impediscono il completo risveglio e la totale libertà spirituale. Secondo gli intendimenti del suo fondatore, la nuova dottrina  ( come naturale sviluppo di Dianetics) partendo dal decodificare i segreti della mente umana, doveva tendere alla sintesi più alta di comprensione della materia, energia, spazio, tempo (l’universo fisico) e della vita, fino ad addentrarsi nel mistero stesso che abita l’uomo: l’infinito o Essere Supremo.

La Chiesa di Scientology, fondata nel 1954 a Los Angeles, si propone di aiutare le persone a “sapere come conoscere le risposte”. Il termine Scientology deriva dalle parole latine “scio” che significa “conoscere” o “distinguere” e “logos” che designa invece la “parola” o “la forma esteriore mediante la quale il pensiero viene espresso e fatto conoscere”.

Scientology è ulteriormente definita come lo studio e il trattamento dello spirito in relazione a se stesso, agli universi e ad altre forme di vita. Insegna a superare gli ostacoli della “mente reattiva” (i “demoni” dello gnosticismo) per far recuperare all’essere spirituale  le sue vere abilità spirituali innate, per aver accesso alla coscienza spirituale totale.

Molti pensatori dell’antico gnosticismo hanno in comune con Scientology l’importante premessa che la psiche (anima, spirito) porta in sé la potenzialità della liberazione o della distruzione.

Il postulato fondamentale di Scientology è che l’essere umano è una entità spirituale immortale che occupa un corpo e lo controlla tramite la mente (le tre parti dell’Uomo); questa quiddità spirituale è l’espressione individuale, la Sorgente della Vita, della Luce, l’Infinito.

Scientology è una vera religione, nel senso tradizionale, con dimensioni cognitive, culturali, sociali, comportamentali ed emotive, che mira a studiare la “sapienza”, la “conoscenza” e a condurre le persone ad una migliore comprensione di sé, per entrare in armonia con gli altri, con il mondo e con l’Assoluto (le “Dinamiche” della vita).

Nei suoi insegnamenti è possibile trovare alcune somiglianze con le grandi religioni orientali ed in particolare con il Buddhismo (si pensi alla teoria degli Universi come manifestazione della mente), ma altre analogie potrebbero essere trovate con le dottrine gnostiche.

La capacità di conoscere viene gradualmente e richiede impegno; il perseguimento della gnosi (conoscenza) impegna tutta la persona in un processo solitario, in una lotta contro la resistenza interna (la “mente reattiva” in Scientology; il “desiderio di incoscienza” nello Gnosticismo).

Da questo detto si può constatare che Scientology possiede una teologia, una cosmologia, un’antropologia e una dottrina di salvezza molto elaborate e coerenti. Nonostante sia nata nel XX secolo, questa religione è presente oggi in ogni continente e vanta oltre 11.000 chiese, missioni e gruppi in 167 paesi.

Silvio Calzolari è professore di Storia delle Religioni orientali presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (I.S.S.R) della  Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. Ha insegnato Lingua e Letteratura giapponese presso la facoltà di Magistero all’Università di Firenze. Ha trascorso 8 anni in Giappone, conducendo ricerche sullo sciamanesimo e sul Buddismo esoterico. Ha pubblicato innumerevoli saggi  e numerosi libri. Tra quest’ultimi meritano di essere ricordati: “Il Dio incatenato – Storie di Santi e Immortali Taoisti nel Giappone dell’Epoca Heian” (Luni Editrice, Milano, 2015; e sempre per la “ Luni Editrice”, “ Il Principio del Male nel Buddhismo” ( Milano, 2020).

Roberto Paura (1986) è giornalista e saggista specializzato in comunicazione della scienza. Collabora o ha collaborato con Delos, EsquireFanpageIl TascabileMotherboardNOTQuery. È direttore della rivista Futuri e vicedirettore di Quaderni d’altri tempi. È dottore di ricerca in comunicazione della fisica all’Università di Perugia. Ha pubblicato finora cinque libri.

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